RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
bisogna concludere che anche la virtù è apparente e non reale; e questo è proprio i l vostro caso che men- tite per modestia falsa. Sembrerà a molti che io spenda troppe parole per un modo di esprimersi meramente convenzionale, cui non si dà i l suo Ietterai valore nè da chi lo dice nè da chi lo sente : perchè difatti non intende a signi- ficar altro se non un invito a pranzo. Ma, non sa- rebbe pure una bella cosa che almeno nella nostra lingua casalinga e sincera ci avvezzassimo a sbandire le frasi antilogiche e stolte, che dividono colle stolte opinioni la fortuna di essere perenni, quasi fossero gemme di stile, o sublimità di concetti? Fate conto che quel modo d'invitare si usava dai nostri bisnonni, e che si userà dai pronipoti nostri, se non gli si gri- da addosso la croce. Dunque, o lettori, cominciate voi a non adoperarlo più, e fate la carità di spiegare e difundere queste mie ragioni fra tutti gli ignoranti che non leggono nessun libro, e fra tutti gli impor- tanti che non si degnano di l ibri come i miei; perchè si ricordino i n avvenire d'invitare i conoscenti a pran- zo, e non già a far penitenza. Diamine! profanare l'idea tutta santa della penitenza, parificandole un buon pranzo! la mi sembra perfino una mezza em- pietà. E avvertite bene che queste cose io le dico, for- — 45
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