RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937

zato dalla prepotenza del vero, e a malincuore, per- che stanno contro al nostro interesse commune. In- fatti, se l'andar via a pranzare di qua e di là fosse proprio un far penitenza, sapete, miei cari amici, che questa solazzevole e ghiotta Lombardia dovrebbe mutar nome e chiamarsi la moderna Tebaide? Oh quanti che respirano a stento sotto alla ciccia di Er- molao, si sentirebbero emuli d'Ilarione! Mo l ti invitano a mangiare una z u pap : e taluni dico- no perfino una cattiva z u p.p a Male assai; cioè, male la zuppa, e peggio l'epiteto. Condanno l'aggettivo per gli argomenti sovr'accennati circa alla penitenza e alla modestia falsa : e scarto anche i l sostantivo per due ragioni, anzi tre. Primo : perchè è un modo d' in- vitare soverchiamente usato, logoro, plateale. Secon- do: perchè essendo appunto un mero termine di convenzione, spesse volte riesce una menzogna, e la zuppa non c'è. Ora, si deve dare assai più di quanto si promette, ma ciò che si promette ci ha da essere sempre. Vo avanti, e soggiungo che la zuppa si può benissimo darla, ma non si deve prometterla mai, come non si promette l'insalata, perchè indegna di onorevole menzione. Difatt i, quantunque la zuppa possa avere complicazioni squisitissime e meritevoli di stabilire la fama di un cuoco, per sè stessa è un ' i-

RkJQdWJsaXNoZXIy ODkxNTE=