RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
vivande. Se è personaggio di qualche importanza e soggezione, pregatelo a farvi l ' o neo rd i favorirvi a p r a noz i l tal giorno. Se i l pranzo è dato espressa- mente per lui, pregatelo ad accettare un pranzo. Che se la parola p r a noz vi sembra, come è difatti, al- quanto alta e promettitrice, non crediate di sostituir- le un invito a d e s i n a, r e giacché quest'altra è bassa, alludendo solo al soddisfacimento di un materiale bisogno, qual'è l'azione del mangiare. Ma i l modo d'invitare più polito e nobile, perchè ac- cenna esclusivamente al piacere morale della convi- • venza, si è quello di pregare a t e n e ri vc o m p a gan i i l tal giorno; formola universalmente conosciuta nella buona società per sinonimo d'invito a pranzo. Che se mai aveste qualche dubio e inquietudine di non essere intesi sul valore della frase, soggiungete verso le c i n qeu o r e , che è l ' ora commune di pranzare. Quando poi si trattass e proprio di un gonzo cascato dalle montagne, dite chiaro e tondo, a scanso d'ogni equivoco, che si anderà a tavola alle c i n qe u o r.e Qui viene opportuno i l ricordare due generi opposti di invitatori egualmente vizios,i cioè i freddi o i n- determinati, e i seccanti o violenti. I pr imi non si sa mai se invitino di cuore, o per distrazione, o per dire una parola oziosa. « Dimani pranzano in casa 48 —
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