RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937

mia i l tale e i l tal altro : vuol venire anche lei ? » Che razza di dimanda è questa? se voglio venire! tocca a voi a volere che io venga, e poi spiegherò la volontà mia. Ma i l vostro parlare indica per lo meno l'assoluta indifferenza sulla mia determinazione, o anche i l desiderio che io non accetti: e allora, che necessità d'invitarmi? E poi, ho io da venire perchè vengono altri? Va bene che questa sia la principale ragione dell'invito, ma si deve dissimularla: può an- che esser e accennata dopo, per far risolvere la mia volontà dubiosa, giacché la buona compagnia è un buon argomento: ma deve insomma apparire che invitiate me per posseder me, e non per tirarmi a far numero o corteggio ad altri. Taluni dicono : « Bisogna poi ricordarsi di favorirci qualche volta a pranzo : perchè non viene mai ? qua- lunque giorno è buono per no i: si capita verso le cinque senza cerimonie. » Fortunato chi può invitare in questo modo; è segno che la sua lucerna è sempre ben provista d'olio; ma non è questo i l modo d' inv-i tare, no: perchè una persona dotata della menoma delicatezza, non lo trova mai quel giorno da venir là a dire : « Sono qui. » Ci vuole un bel coraggio a 4 entrare in una famiglia per pranzare, quando non si è precisamente aspettato, a rischio di generare

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