RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
Qui temo che alcuni, anco tra i più benevoli lettori, non abbiano a maravigliarsi e a perder coraggio alle tante difficoltà che io vo loro accennando. Ma, cari amici, sono ben poche le cose che, a voler farle bene, non sieno di f f ici l;i e al contrario sono,quasi tutte fa- ci li quando ci accontentiamo di farle male. Perfino a scegliere un buon zigaro di Vi rginai fra tanti cat- tivi ci vuole i l tatto e l'occhio e la pratica di un fu- matore provetto. V ' ho io forse lusingati che l'arte di convitare sia facile? Appunto l 'ho chiamata arte, perchè bisogna impararla e rendersene padroni a forza d'esercizio e di ingegno. An z,i fra tutte le arti che si dicono belle, perchè intese a soddisfare l ' intel- ligenza e gli affetti, questa si dovrebbe chiamare bel- lissima, perchè mira ad appagare e la mente e i l cuore e i l senso, e perfino i l ventre, che è pur tanto prosaico. Credevate forse che io dovessi fornirvi un trattato di volgare epicureismo, e farvi ridere grassa- mente colla disputazione sulle salse, o coll'elogio del- la selvaggina ? Al lora io avrei composto un libro f r i- volo, e ciò non è più lecito nel secolo del progresso che vudle ogni opera dell'ingegno coordinata a r i - generare, a rialzare, a rieducare tutto i l corpo socia- le. Ed io, fedele al generoso appello, tento di per- fezionare l'arte dell'anfitrione, che ne' suoi rapporti
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