RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937
è concess o di convitare l 'universo al lo sterminato banchetto dei voti ardent i, delle speranze poetiche, delle magni f i che profezie. Che al legr ia e che abban- dono v i può mai esser e a una tavola ove siedano sempre diverse faccie sconosciute? e dove ogni mo- mento bisogna dar nel gomi to al v i c i no, e s bu r r a r- g li a l l ' orecchi o: «Chi è quel pancione che vi en dopo don F l ammi n i o ? -—È N . N . , parassito famoso, che si caccia dapertutto ove ci sia da desinare, e che s'è fatto presentare solamente j e r i .—-E quel magr i no sentimentale vi c ino al la mog l ie del l 'archi tet to? — È un giovine artista, amico del l 'archi tet to, che lo pro- tegg e e lo introduce nelle case : di cono anche che sia i l suo Ci reneo. — Cioè? — Cioè che lo ajuti a portare la croce del ma t r imon i o. » A questi pr anzi a l cuni ci vanno per convenienza ; mol t i ss imi per pran- zare : che i n fin dei cont i, anz i, i n quanto r isguarda ai veri cont i, è una gr an ragione anche questa. M a secondo le nostre vedute es t e t i co -mor a l i, siffatti pr anzi ci r i chi amano involontar iamente al la prosaica idea di una buona trattoria g r a t.i s P e r ò: siccome appunto lo scopo di pranzare è i n sè stesso abbastanza ragionevole e buono per mo l ta gen- t e: siccome l 'arte, se scapita ne' suoi rappor ti alta- ment e filosofici, può esser e vantaggiata nel le sue
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