RAJBERTI - Arte di convitare parte prima - 1937

più. A sciorinare precetti, e a vender consigli si fa presto : è i l mestiere più commodo e facile del mon- do. Ma bisogna trovarsi negli impicci dell'atto pra- tico. « Sì, i l tale è un imbecille noj oso e insoffribile, ma frequenta la casa da trent'anni, lo abbiamo sem- pre tra i piedi; ai pranzi, se non lo si invita, egli ci viene istessamente: come si fa a cacciarlo via? è una specie di onere vitalizio. Il tal altro è un bric- cone: chi non lo sa? ma è persona influente e pe- ricolosa, potrebbe farci del male: perciò lo teniamo da conto come i l migliore degli amici. » Mi ei cari, non so che dire; quindi interpretate le mie massime a discrezione, e approfittatene alla meglio, secondo lo spirito e non secondo la lettera. Aggiugnerò solo un pensiero circa ai cattivi soggetti. È compatibile nel fatto di tolerarli chi veramente ha motivo di temer- li : ma chi ha una posizione indipendente e forte, no. È una vergogna marcia, è una vera immoralità che i birbanti trovino i l tornaconto a essere tali anche per la nostra debolezza di carattere. Il non saper metterli una buona volta alla porta equivale a incoraggiarli nelle loro infamità. Che se i birboni stanno sempre fra loro in lega contro i galantuomini; perchè non vi sarà mai la santa lega dei galantuomini contro i birboni? così questi trionfano spesso su quel l i; e co-

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