RENGADE, I bisogni della vita, 1887 copia

56 I BISOGNI DELLA VITA mai penetrato? Una parigina, per quanto sempliciona, non crederà mai che [suo marito vada proprio ogni sera, regolarmente, al suo club. Del resto non sono mica sempre i peggiori ed i più scuciti questi interni dalle abitudini facili; in essi, gli sposi recipro­ camente rispettando la propria indipendenza, si guardan bene dal tormentarsi continuamente a vicenda, e di stuzzicarsi senza tregua, ora a proposito di una parola graziosa, ora d’un sor­ riso dato od avuto, d’un incontro fortuito o premeditato, d’ una visita resa o di una lettera scritta a persona più o meno sim­ patica ! Fortunatamente, dalle relazioni sociali nascono pure dolci amicizie, vive affezioni, come a compensare gli attriti, i dispetti, i rancori, le brighe d’ogni sorta ! Naturale conseguenza del fre­ quentar la società, è un giusto compenso ai sacrifizi, alle fatiche, alle noje che procura; il miglior motivo è l’attrattiva reale di quelle geniali riunioni, in cui i caratteri si modificano, si acqui­ stano i bei modi, i costumi si ingentiliscono. Restando continuamente rinchiusi in casa, a lisciarsi, a coc­ colarsi a reciproca vicenda, non si lasciando mai, nè facendo un passo se non insieme, non permettendosi, all’ infuori della vicendevole affezione, nessuna intimità, quanti sposi non fini­ scono poi per irritarsi, diventar impazienti e cattivi, stancandosi presto d’un’esistenza egoista quanto monotona! E perchè ciò? Perchè, tanto nel carattere come nel cuore umano non c’è la tendenza a rimanere limitati ad un solo sogno, ad una passione esclusiva. Per la prosperità di queste unioni troppo ristrette è per lo meno indispensabile che nascano dei figliuoli. Attirandola a loro pro­ fitto, essi ravvivano la tenerezza già stracca degli sposi; trasfor­ mano in cure materne, in pensieri paterni, quell’ardore conjugalè che si è logorato; facendovi entrar l’aria e la luce, spesso permet­ tono che in quei focolari spenti si riaccenda una nuova fiamma.

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