RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia

— 305 — Cavolo navone. I l C a v o l o n a v o n e — Chou navet — (Brassica cam- pestris, Linn.)— quantunque non sia difficile da coltivarsi, e possa somministrare all’uomo un alimento sano, la sua coltivazione però è poco estesa negli orti comuni e rimane piuttosto limitata a quei di campagna. I navoni differenziano dai cavol-rapa, inquantochè pro­ ducono un rigonfiamento sotto la superficie del suolo, ed hanno una radice polposa fusiforme che si ingrossa come le barbabietole. La varietà più apprezzata è la gialla, che noi chiamiamo anche Rulabaga , Navet de Suède. — Gl’Inglesi fanno di questa specie delle grandi coltivazioni, che sono poi 1 loro famosi Turneps, tanto raccomandati come eccellente foraggio. I navoni riuniscono il vantaggio di essere poco esigenti riguardo a lla lo ro coltivazione; sopportano facilmente la siccità e si prestano a qualunque modo si voglia coltivarli, purché il terreno sia lavorato profondamente, e di natura piuttosto argillosa. Negli orti si seminano i navoni a di­ mora, ovvero si trapiantano; ma nelle campagne si semi­ nano direttamente a dimora ed a file, si diradano per lasciare a ciascuna pianta uno spazio di 20 a 25 centimetri, ed in seguito si mantengono netti e sarchiati. Per fare la semente si scelgono le radici più grosse e rotonde, e che non tendono a produrre molte foglie. Verso la metà di marzo, od ai primi giorni di aprile, si piantano in piena terra, lungi da tutti gli altri cavoli, usando in seguito le cure che abbiamo già raccomandale più volte. 20 — R o d a , Orlic.

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