RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia
e rassomiglia piuttosto ad una grossa lattuca che ai cavoli ordinarli. — C a v o l o d e l l a C i n a — Pak-choi. — Differisce es senzialmente dal primo, si che molti lo vogliono di specie distinta. La sua forma, quando trovasi in piena vegeta zione, rassomiglia piuttosto ad una bietola da costole che ad un cavolo. I pezioli sono bianchi, arrotondati e terminano con foglie ovali, lucide, di un verde carico. Tutte le parti della pianta, tanto di quest’ultimo come del primo, sono tenere, di un sapore grato, ma più dolcigno del cavolo ordinario. Seminati in primavera riescono difficilmente, perchè tendono tosto a fiorire, la qual cosa distruggerebbe il pro dotto. Le seminagioni verso il fine dell’estate sono quelle che finora hanno dato migliori risultati. Cavolo ■■tarino. I l c a v o l m a r i n o (fig. 154) — Chou marin — (Crambe maritima, Linn.) — è una pianta vivace della famiglia delle crucifere, che nasce spontanea sulle coste marittime del mezzodì della Francia, dell’Italia e dell’Inghilterra. Come tutte le piante originarie dei lidi marittimi, il cavol marino vegeta assai bene nelle terre leggere, sab biose e molto permeabili. Le radici di questa pianta sono molto lunghe, epperciò abbisognano di un terreno lavorato profondamente. Per la sua coltivazione si sceglie un’aiuola ben esposta, e possibilmente lontana dall’acqua; la si dissoda profon damente nell’autunno coll’addizione di buona dose di concime consumato e di quegli emendamenti necessari per rendere la terra leggera, sabbiosa e permeabile. Nel mese di marzo o di aprile della primavera susseguente si rivanga di nuovo e si appiana il terreno, collocandovi - 307 -
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