RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia
Il cavol marino si utilizza come il cardo, imbiancan done i teneri pezioli o coste delle foglie; per la qual cosa nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio e marzo si scelgono di mano in mano quei cespi che voglionsi imbiancare, prendendo dei vasi più alti che larghi, cioè che abbiano 40 a 45 centimetri di altezza, e 20 a 25 di larghezza, ai quali vengono turali i buchi inferiori, e si capovolgono ognuno sovra i cespi in modo che l’orlo combaci perfettamente col suolo, spargendo un po’ di cenere attorno al vaso per impedire che l’umi dità penetri internamente. Disposti in tal modo i vasi sulle piante che l’ortolano intende forzare, riempie tutto 10 spazio rimasto fra essi con buon letame fresco e fo glie, che comprimonsi nel modo stesso usato per formare i letti caldi dei cassoni ; collocherà pure uno strato di concime sulla parte superiore dei vasi, onde il freddo non possa penetrare superiormente; per assicurarsi che la massa di concime produca il necessario calore, con ficcherà entro la medesima diversi piuoli di legno, per mezzo dei quali, estraendoli ed impugnandoli colla mano, potrà accertarsene. I pezioli che si trovano entro questi vasi in una perfetta oscurità, ed in un ambiente di quin dici a venti gradi, imbiancano in capo a tre o quattro settimane, dopo le quali l’ortolano può incominciare il suo raccolto. Si levano in questo caso quella quantità di vasi secondo 1 bisogno, tagliando interamente i cauli fra il collo della pianta e la radice, quindi se la stagione corre rigida, si colloca un po’ di letame sulla radice tagliata per difen derla dal freddo e si trasporta il letame usato, al quale se ne aggiunge una parte di fresco, che può servire per for zare un’altra aiuola od un’ altra porzione, in modo da prolungare questo raccolto per tutto l’inverno. A cominciare dal mese di febbraio, quelle aiuole che - 310 —
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