RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia

petizioni, ora tratteremo solo delle parti che riguardano la coltivazione di queste piante in piena terra all’aria libera. Verso la metà del mese di aprile si preparano una o più aiuole in un luogo ben esposto e difeso dai venti di tramontana, che si dissodano profondamente, unitamente ad una buona dose di concime vecchio consumato ed una quantità di sabbia, qualora la terra sia di natura argil­ losa e poco permeabile. Quando il luogo sia ben esposto ed il terreno conveniente, si dispongono tante piccole buche o formelle di 30 centimetri di larghezza ed altret­ tanti di profondità, alla distanza di un metro; queste formelle si riempiono con buon terriccio consumato, e vi si depongono entro quattro o cinque granelli di semente con uno spazio di 4 a 6 centimetri caduno. Quando poi il terreno fosse soggetto all’umidità, in allora si dispongono sull’aiuola altrettanti piccoli cumuli di buon terriccio misto con letame alla distanza di un metro fra ogni cumulo; questi cumuli possono essere di forma qua­ drata o rotonda, colla base di 60 a 70 centimetri coll’al­ tezza di 25, ed il piano superiore di 20 a 30, in modo che formino altrettante piccole piramidi tronche a base quadrata, ovvero dei coni tronchi. Nel piano superiore si scavano tante piccole buche chè si riempiono con buon terriccio, ed ivi si depongono quattro o cinque granelli di semente. Nate le pianticine, se ne scelgono due per ogni sito seminato, e si sopprimono quelle meno robuste. Giunte le pianticine all’altezza di 8 a 10 centimetri, si smozzano colle unghie o con un temperino al di sopra del secondo nodo, cioè sopra le due prime foglie. Dalle gemme rimaste all’ascella di queste non tarderanno a spuntare due ramicelli, i quali devono pure essere smoz­ zati alla loro volta al di sopra delle prime sei od otto foglie dal punto della loro inserzione, onde far produrre delle altre ramificazioni che si fanno arrampicare sopra brocchi — 31i —

RkJQdWJsaXNoZXIy ODkxNTE=