RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia

frescante e molto adatta per dissetare e calmare quell’ar­ sura morbosa che si prova talvolta durante i grandi calori estivi. Le aiuole per i cocomeri è necessario sieno vangate profondamente, ben concimate con vecchio concime, ed emendate con sabbia quando il terreno non sia sufficien­ temente sciolto e di facile scolo. Sovra quest’aiuola si segnano tanti punti alla distanza di 1,25 a 1,50 caduno, disposti a scacco; lungo questi punti segnati, se la loca­ lità è molto calda ed il terreno asciutto, si possono sca­ vare tante piccole formelle di 25 a 30 centimetri di lato, ed altrettanto di profondità ; si riempiono queste formelle con buon concime mezzo consumato, al quale, unitamente al letame di stalla, vi saranno mescolate delle sostanze maggiormente azotate, come pillacole di capra, concime umano, colombina e simili. Ripiene le formelle di cotesto concime, il quale si deve assodare un poco comprimendolo, vi si aggiunge sopra parte della terra scavata, collocando però nel centro una buona dose di terriccio preparato, in modo che risultino tanti piccoli cumuli quadrati o rotondi, colla base di 40 a 45 centimetri, e l’altezza di 12, cosicché consumando il concime, le piante si troveranno ad un di­ presso al livello del suolo. Nel mezzo ad ognuno di questi cumuli si piantano, dalla metà di aprile alla metà di maggio (ovvero anche alla fine di marzo se l’ortolano può disporre dei cassoni per far nascere le piante, e delle campane di vetro per coprirle durante il primo mese che segue il loro trapianto), quattro o cinque granelli di semente posti re­ golarmente alla distanza di 4 a 5 centimetri fra di loro. Per viemmeglio facilitare il germogliamento, questi gra­ nelli si debbono porre tre o quattro giorni prima nel­ l’acqua tiepida. Giunte le pianticine. all’altezza di 12 a 15 centimetri, si svelgono quelle meno promettenti, lasciandone due sole — 330 —

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