RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia

Abbiamo suggerito due trapianti, ma nei paesi meri­ dionali basta anche un solo, potendo seminarle all’aria libera mediante una buona esposizione, e trapiantarle a dimora nei mesi di aprile o maggio. La semente della petronciana si ottiene col raccogliere i frutti più belli e più maturi, i quali si spaccano per metà per estrargli le sementi, che si fanno asciugare e si ri­ pongono in seguito nel semenzaio. I frutti della petronciana sono adoperati maggiormente nei paesi meridionali, perchè ivi appunto la sua coltiva­ zione è più adatta e di più sicura riescita che non nei paesi settentrionali. Varii sono i modi coi quali si allestiscono nelle nostre cucine. Molti usano mangiarli, come si dice, ripieni, per­ ciò li raccolgono quando non sono ancora giunti all’intera maturanza, li dividono per metà estraendogli un po’ di quella parte molle attorno ai semi, e li gettano nell’acqua bollente per mezz’ora circa. Dopo si sgocciolano, si estrae ancora dai gusci una parte della polpa, che si tritura con funghi, erbe fine, presciutto, e si fa friggere questa pasta entro un tegame con sale e burro fresco. Questo serve per riempiere i gusci, i quali cotti per tre quarti d’ora al forno si servono caldi. Molti poi li mangiano fritti, nel qual caso li raccolgono appena giunti a due terzi del loro sviluppo. Le petronciane più comunemente coltivate sono: — Petronciana violetta lunga; — Petronciana violetta primaticcia grossissima detta anche petronciana di Messina; — Petronciana variegata della Guadalupa ; — Petronciana bianca o uovo turco. Questa varietà è coltivata piuttosto per curiosità ; il frutto rassomiglia ad un uovo, ma è poco stimalo per uso della cucina; — 397 —

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