ROSSETTI - Dello scalco - 1584 copia

16 DELLO SCALCO Prencipe,quàndo fi lena di cucinale fermarfì doue fi riceuino le viuande,e non ne Jafciar fmarrire, ò inuolare pur vna, & ac cópagnarleallorluogo.Nelleforefteriefiaamoreuole,&dili gente in veder fé vi refta cofa intera,& farla faluar per rimet- tere per certe genti, come gli ordinari lo Scalco, a cui egli ne deue dar cóto.Haurà cura di far portar tauole,panche a fuoi luoghi,di far accender i lumi a tempi,& fecódo le occafionì: e che tutti gli vfficiali fotto il gouerno dello Scalcofiano prò ti,&deidifordini,che vede,fubito n'auertirà lo Scalco. Sta- rà con vna faluietta fu 1 ! braccio, nel far imbandire: perche i piattiiìano puinetti,nè vifivedapure vna minima cofa,& hauri fempre gli occhi a gli argenti ne gli eflraordinarij, & alle faluiette. Quelle,& molte altre cofe,fono carico del Sot- tofcalco. Lequali, lungo farebbe raccontare, & apportareb- bono noia a* lettori. Tocca allo Scalco far effeguire il tutto in uiolabilmente, né dee concedere, che il Sottofcalco pofla-> donare a neffuno,nè anco ad vfficiale di cafa cofa alcuna, che auanzijfenza fua licenza : & in particolare in tempo di fore- ftieri : perche quando gli vfficiali fi prefentano l'vn l'altro il Prencipe ne fente doppio danno,& quando è leuata la viuan- da di tauola,& che il Sottofcalco la fa compartire,non farà fé non bene,che lo Scalco vi û transferifca talhora. in perfona. Del ^faeflro di Tinello* Cap, IJC. L MAESTRO di Tinello, habbia per or- dine dello Scalco ogni mefe la lifta delle-» bocche,che hanno damangiar in Tinello ; & il Sottofcalco vegga ogni giorno le boc che che vi mancanojper far trattener quel pane, facendo che il difpenfìero del pane fé lo chiami aentrata fopra vna vacchet- ta apparecchiata; & il medefimo fi faccia del vino : averten- do di mutar biancherie (potendo ) tre volte la fettimana, ò due,col tener politi cortelli, forzinej piatti, e tauole, & ogni cofa . E t il detto vfficiale, quando va a leuar le biancherie di guardaroba,fi faccia far vn bollettino ogni volta, perche iì vegga

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