STRAFFORELLO G. - Alimentazione - 1884 copia
Regola di vitto o regime dietetico. 97 colazione. È errore comune supporre che l ’ a c cingersi ad un esercizio insol ito — ad un viagg io ad esempio — richieda che si forti fichi , che si agguerrisca, per così dire, previamente i l sistema con una pesante colazione. L a colazione non può dar forza pel lavoro del mat t ino, ed ogni eccesso oltre la quant i tà con sueta r isulta faci lmente in oppressione del lo sto maco e in malessere pel r imanente del giorno. L o stomaco debole, uscendo dal letto, acquista vigore co l l ’ avanzar del g io rno ; ed, alle due e qu ind i alle c inque od alle sei pomeridiane, è forse in tut ta la pienezza delle sue forze. Per la colazione, o de juner à la fo r c h e t te , come dicono i Frances i , il cibo più dicevole è una piccola quant i tà di cibo animale , costolette od uova, pesce al la gratel la, ecc.; cose tut te che, col loro caldo sapore, ecci tano l ’ emissione del succo gastrico. L e vivande fredde hanno l ’ inconveniente di non possedere le proprietà s t imo lant i che le calde der ivano da l l ’ osma^omo (sostanza di sapore a ro mat ico, proveniente dal la fibra muscolare) e dai pr incipi vo lat i l i ; epperciò è facile inger i rne una quant i tà soverchia pr ima che lo stomaco si a c corga della loro presenza. G l i altri pasti del giorno var iano sì fattamente per l ’ ora, la qual i tà , la quant i tà , secondo i c l imi , le usanze, la moda, le occupaz ioni e le conve nienze sociali, che è impossibi le dar norme pa r ticolari e precise. For za è perciò ristringersi a certi pr inc ipi general i dai qual i ciascuno può de durre il proprio regime particolare. S t r a f f o r e l l o . 7
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