STRAFFORELLO G. - Alimentazione - 1884 copia
Regola di vitto o regime dietetico. gg o a parecchi — si prenda cibo animale , purché non si ecceda nel la quant i tà richiesta per l ’ in tiero g iorno ; ma, in regola generale, la magg ior parte di esso si avrebbe a prendere quando la digestione è più gagliarda. L e persone del icate, e coloro che esauriscono la forza nervosa con occupaz ioni menta l i , alla sera, dovrebbero far sempre una cenetta leggiera per non passar la notte insonne. N iuna specie di s t imolante alcoolico è neces saria, e nemmeno salubre, pr ima del pasto. Il bitter, il vermout, ecc., non aguzzano , come si crede genera lmente, l ’ appeti to, il quale deve v e n ir da sè natura lmente ; l ’ assenzio poi — le dé- mon vert, come lo chiamano , ben. a ragione, ì Frances i , i qual i ne fanno, peraltro, un sì grande abuso — è un vero veleno. Se si vuo l ber v ino dopo il pasto, si beva in poca quant i tà e siano v in i leggier i o tal i a lmeno da non eccitar fermentaz ione nel la massa deg l i a l iment i in elaborazione nel lo stomaco per mezzo- del io zucchero inconvert i to che contengono. C i ò è quanto dire che vog l iono essere v in i asciutti. L ’ uso general issimo di sorbire caffè o th e f o r t i dopo il pasto non è lodevo le; e una gran parte del la gravezza che si sente al la bocca del lo sto maco è cagionata dal la l iberaz ione dei gas per mezzo de l l ’ arrestarsi del processo digest ivo, pro veniente dal pigl iare, troppo, p re s to , caffè f o r t e dopo un pasto abbondante. Il vino, per sè solo, tend.e già suf f icientemente a disturbare, e, per conseguenza , a r itardare la digestione; e se, a quest ,o si a g g iung a un altro
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