STRAFFORELLO G. - Alimentazione - 1884 copia

7 2 Capitolo quinto. — chè allora r imane nel seme il carbone e l ’aroma se la fuma con l ’ol io vo lat i le — e che le qual ità migl ior i , dopo la r inomata di Moka, sono, succes­ s ivamente, que l le de l l ’ isola Borbone, del la Ma r ­ tinica, di San Domingo e del Brasi le. § 26 . L i q u i d i f e r m e n t a t i e d i s t i l l a t i . B e v a n d e a l c o o l i c h e . S i può ammet tere come un pr inc ipio i rr e f r a ­ gabi le che un ’abi tudine universale non può essere invalsa in tut to quasi l ’ uman genere inc ivi l i to e per lungh i secoli, senza che la siasi fondata sopra qualche bisogno reale del la nostra natura. An che la diffusione rapidissima de l l ’ uso, quasi universale oggimai , di fuma re , sta in testimo­ nianza del fatto che ci ha da essere qua lche vi r tù nel tabacco. Gotesta noz ione favorisce la presunzione che i benefizi der ivant i da l l ’ uso del le bevande alcooliche superano, in qualche modo, i dann i ; e che, seb­ bene una esigua minoranza ne r imanga rovinata irreparabi lmente ,* la grande magg ioranza degli uomin i se ne a vvan tagg ia , lasciando così un ’ ec­ cedenza già in favore del loro retto uso, e dando promessa di un tempo che quest ’ uso non sarà tacciato più a lungo come nocivo per le tristi conseguenze del l ’abuso. « E opinione generale fra i fisiologi , osserva i l Lewes nel la sua bel la F is io log ia della vita co­ mune, che l ’alcool è sempl icemente un al imento calefaciente e eh’ esso attenua perciò il consumo

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