STRAFFORELLO G. - Alimentazione - 1884 copia

78 Capitolo quinto. § 3 o. Son l e b e v a n d e a l c o o l i c h e UN ALIMENTO? F u opinione di L ieb i g che l ’alcool sia un a l i ­ mento ; vale a dire, che, a somig l ianza del grasso o del lo zucchero, esso si unisca a l l ’ ossigeno nel sistema e lo fornisca di calore. Ana l i s i recenti però, eseguite accuratamente da La l lemand , Perr in e D u r o y , hanno messa in discredito codesta opinione de l l ’ i l lustre chimico tedesco. Come è detto più sopra, pare che, se non tut to (il che sarebbe difficile in sommo grado, se non impossibi le dimostrare), la magg ior parte però di qual si vogl ia spir ito inger i to passi nel le secrezioni immuta to . Si può mostrare inalterato nel respiro, nel la perspirazione e in altre secre­ zioni per dieci o dodici ore dopo l ’ uso anche di una quant i tà moderata, e non c ’ è indiz io che alcuna parte di esso soggiaccia a l l ’ossidazione. Se ciò è vero, parrebbe che l 'alcool rappresenti sempl icemente la parte di eccitante, senza nul la agg iungere alla forza del corpo. E noto da lungo tempo eh ’ esso ha u n ’ affinità speciale ai tessuti nervosi , e l ’ inglese dott. Percy dimostrò la sua presenza nel cervel lo di persone, morte per abuso di esso, e di an ima l i a cui fu amministrato. G l i autor i succitati confermano le esperienze di Percy . L e sostanze che furono denominate alimenti accessori —■sale, aceto, spezie, thè, caffè, vino, b i r ra , l iquor i — par oper ino tut te in qualche modo identico. Ma sarebbe errore supporre che

RkJQdWJsaXNoZXIy ODkxNTE=