STRAFFORELLO G. - Alimentazione - 1884 copia

8 o Capitolo quinto. fatica ol tre le sue forze, non ha bisogno di s t i ­ mo lo da l l ’alcool in qua l si vogl ia forma. Purché un a l imento sufficiente, di specie a lbuminosa so­ prat tut to — carne e pane — sia ben digeri to si da r iparare il consumo norma le e g iornal iero del corpo, nul la occorre di più, e le bevande eccitanti , non solo sono inut i l i , ma possono r iuscire dannose. L ’esperienza ha dimostrato che a lcun i fra i la­ vorant i di ogni fatta possono compiere in un giorno, ed egregiamente, l ’opera loro assegnata senza il soccorso di a lcuna bevanda alcoolica. E d ’ uopo però osservare che s imi l i lavorant i sono un fior d ’ uomin i , di cost i tuz ione robusta, e so­ prattutto, senza una macula nel la loro digestione. S ino a tanto che possono mangiare copiosamente , essi non abb isognano di bevande s t imolant i . Ma, dato il caso che ciò abbia a cessare, che la m a ­ latt ia o la cost i tuz ione natura le d iminuisca la forza di digerire e di assimi lare l ’a l imento a lbu ­ minoso, l ’ astinente assoluto scapita immed ia ta ­ mente al paragone del bevi tor moderato. Nel lavoro di testa ancora, finché è moderato ed accompagnato da una buona digestione, non fa d ’ uopo, nè di vino, nè di birra, nè di l iquor i . I giovani d’ambo i sessi, i commessi , i l cui l a ­ voro è meccanico piut tosto chè intel let tua le, e i lavorant i manua l i in casa sono nel la medesima categoria. S imi lmente , anco le persone che stanno mol to a l l ’ aperto, purché il loro lavoro non sia eccessivo, possono benissimo far senza di questi st imolant i. Se dicessimo che tut te le altre classi di persone sono beneficate dal l ’ uso savio e moderato del le

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