STRAFFORELLO G. - Alimentazione - 1884 copia
S4 Capitolo quinto. quando Io stomaco è vuo to che, se bevonsi in questo stato, par t ico larmente la matt ina, Io spi rito va immediatamente a contat to col cervel lo e il sistema nervoso, ch ’esso scompig l ia prontamente ed opprime. Il reiterar della dose accresce più del doppio i cat t ivi effetti ; e la cont inuaz ione del mal vezzo conduce impreter ib i lmente al la disorganizzazione del fegato, dei reni o di altro organo importante ed al la morte prematura. E un mal abi to ed una cat t iva cosa bevere s t imo lant i nel corso del giorno in p ic co le quan tità reiterate. Cos ì facendo, il sistema nervoso non ha tempo di reagire contro i loro effetti e tut to i l benefizio dal loro uso occasionale è tosto d i strut to da l l ’ abi tuars i del sistema al la loro i n fluenza nociva. Quando la fatica soverchia , sia del corpo, sia del lo spir ito, richiede l ’uso degli st imolant i fuor i de l l ’abi tudine usuale di prenderli , essi devono essere accompagnat i dal cibo. Se sono richiesti fra le ore dei pasti vuoisi a g giungere ad essi un sandw ich (due fette di pane imburrato con in mezzo una fetta di prosciutto, un ’ acciuga od altro salato) od una minestr ina od anco pane e cacio soltanto. Mediante cotesta ag g iun ta la porzione spiritosa del la bevanda è trat tenuta più a lungo nel lo stomaco, ecci tandovi la digest ione, invece di essere assorbita improvv i sa mente nel sistema, il che succede quando si beve vino , birra e, specialmente, l iquor i , senza accom pagnamento di cibo. Ma il tempo più conveniente per bevere s t i
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