STRAFFORELLO G. - Alimentazione - 1884 copia
88 Capitolo sesto. pari in buona salute sotto la massima diversità rispet to al la quant i tà , qua l i tà e il tempo del c i barsi ? Queste due quis t ioni stanno al la radice di tut ti i sistemi di vit to. Non si può rispondere emp i r i camente , nè proporre sper imenta lmente ad uno l ’esempio del l ’altro. Perciocché, mentre il figl iuolo del facoltoso — e il vediam tut todì — divien pal l ido ed emaciato sotto il regime più nutriente — carne, uova, burro, ecc., — il f igl iuolo del con tadino appare rubicondo e grassotto, cibandosi soltanto dì pane, patate ed erbaggi . Per s imi l guisa, a lcuni se la passano, benissimo con due pasti al giorno, od anco con uno copioso e l ’alt ro leggier iss imo; laddove a ltr i non si c on tentano di meno di tre, quat t ro e, persin, di cinque pasti nel le ven t iqua t t r ’ ore. T u t t o ciò dimostra che nel la quis t ione del vit to non c ’ entrano i soli organi digerenti e che le esi genze del sistema, in generale, sui doveri di cotesti organi devono regolare le somministraz ioni sot to poste al la loro operazione. Non vi è che una regola rispet to alla quan t i tà ; e quest ’ è che, essendo uguale il valore nutr i t ivo , le somm in istrazion i devono uguag liare i l consumo ; non ol trepassarlo mai di soverchio e non lasciar mai, se possibi le, ch ’ esso abbia manco. 11 consumo dipende da l l ’at t ivi tà del la funzione. A l cun e persone, compiendo una quant i tà uguale di lavoro, distruggono magg iormente i loro tes sut i di certe a l t re ; ed essendo magg iore il loro consumo corporeo, r ichiedono una magg ior q u an t ità di al imento. Se i loro organi digerenti non
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