LA CUCINA ITALIANA 1931

Pag. 2 » . . . E f f ? / ^ C - ' - C ì A , ' CUC I NA I T A L I A N A N. 9 - 15 Settembre 1931 uovo concorso ìen- Preim cospicu alel ricett pre il migrlio condimoent deall paast asciautt A mezzo del Giornale « LA CUCINA ITALIANA » (MI - LANO - Via Monte Napoleone 45) lanciamo un concorso a firemi in contanti, al quale potranno partecipare tutti gli abbonati del predetto giornale a condizione che siano an- che consumatori di «Prodotti Puritas )). C O N C O R S O Una ricetta per il miglior condimento (sugo) per 1 Kg. maccheroni (( Puritas » che dovrà essere indirizzata alla Direzione del Giornale « LA CUCINA ITALIANA » non più tardi del giorno 31 dicembre 1931. Il Comitato di degustazione della « CUCINA ITALIA- NA ) oltre al titolare della ditta (( Puritas » formerà la Giuria per 1 assegnazione dei premi che verranno così suddivisi: P Premio lire duemila (contanti) al miglior condim* to scelto. II 0 Premio lire mille (contanti) al miglior condimen- to scelto dopo il P. IIP Premio lire cinquecento (contanti) al miglior condi- mento scelto dopo il IP. A questi premi sarà unita una cassettina assortita di tutti i prodotti del Pastificio Moderno « Puritas ». che la ditta stessa fornirà ai vincitori del premio. Saranno inoltre aggiudicati altri cinquanta -faremi di consolazione. Tali premi consisteranno in altrettante cas- gettine assortite di tutti i prodotti « Puritas » e recapitate franco di ogni spesa al domicilio del concorrente aggiudicò tale premio. Le ricette prescelte e premiate, compreso il nome ori- ginale dato alla ricetta da ogni autore — diverranno di esclusiva proprietà della ditta « Puritas » che ne disporrà nel modo che riterrà più opportuno. NORME PER IL CONCORSO a), Ogni concorrente dovrà unire alla ricetta almeno uno dei tanti foglietti reclame che trovatisi nell'interno di ciascun pacchetto da 1 kg. della nostra pasta « Puri' ritas» o altri nostri prodotti in pacchi, oltre al N.° d'ab- bonamento al giornale La Cucina Italiana (possibil- mente allegando la fascetta stessa). b) La ricetta dovrà essere compilata in modo nitido e suc- cinto e recare l'indirizzo preciso e chiaro del concor- rente. c ) Il sugo potrà essere a base di concentrato di pomodoro o comunque di qualsiasi altro ingrediente, purché ser- > va allo scopo e cioè si addica a condire nel miglior mo- do kg. 1 dell' uno o 1 altro formato di pasta. Nella ricetta si dovrà specificare per quale formato d e l l ¿4 n cui si Non possiamo resistere al piacere di riprodurre per le nostre lettrici un bra- no di un delizioso libro — L'approdo — dovuto alla penna di uno dei più eleganti scrittori nostri: Edwin Cerio. Il brano riprodotto riguarda un sa- poritissimo piatto — La selvaggióla — di cui lettrici e lettori, buongwstaie e ghiottoni andranno matti. — N. d. R. Tranquilla è fattrice di prodigi. Quando entra nella mia camera, la mat- tina, incede lentamente, reggendo fra le mani protese, come per un offerto- rio, una ciotola di legno scavata a ma- no da un blocco di radici d'ulivo e che porta i segni rozzi del ferro elle l'ha foggiata, come se fosse stata modellata da una descrizione di Teocrito. La ciotola è ricolma di latte coagula- to, sulla cui superficie tremano pochi petali di rosa. Tranquilla dice: Le fo- glie di rose ce le ho messe perchè fan- no bellezza e danno profumo... Essa offre quel latte come se offrisse se stessa e l'offerta è casta, ma d'una ca- stità acre, coagulata da fermenti di vita inacidita dalla purezza: bianca e pura, ma non assolutamente; chè, pelle pelle, vi affiora una sfumatura calda di crema, appena una velatura butirrosa e saporo- sa, come una tentazione solamente ab- bozzata che ì petali di rosa tremolanti, come timide labbra esangui d'una bocca arrotondata da un brivido amoroso, toc- cano appena. In tutto quello che Tranquilla appre- sta, offre e porge c'è come il dono della castità sfiorato appena dalla tentazione velata dall'epidermide d'un desiderio, vellutato dalla peluria d'un frutto che mai fu gustato. Dalla sua offerta esala l'essènza che sprigiona dai corimbi d'u- na pianta aromatica; ella è qualche cosa che fa bellezza e dà profumo all'a- nima. Tranquilla è miuistratrice di profumi e dispensatrice di aromi; è sempre in tenta in qualche opera di pietà olfatti va, di grazia saporosa: mette spigonar- do nella biancheria, rizomi d'iride bian co fra i panni e basilico nella salsa dì pomodoro; origano sulle alici che fa rosolare nell'olio a fuoco lento; e mag- giorana nella imbottitura di certi ravio- letti paffuti e teneri come le guancé de- gli angioli barocchi che volitano sotto lè cupolette della chiesa — soffici a] dente, voluttuosi al palato, codesti ra- violetti; un prodigio: Perchè è un mi- racolo, ella dice, che ho potuto 1 rovin- isi farina bianca per farveli gustare co me vói meritate. Ella è anche maestra di decorazione : compone certi fiori di carta, per adorna re la nicchia della Madonna del Rosa- rio, che crescono solo nel giardino del- la sua fantasia; e davanti ad un cro- cefisso, che pende da una parete della mia camera, ha messo una pianta di pe- peroncini fiammeggianti di passione, come il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo. Ma, sopra ogni altra cosa, è Ma- ga e Sacerdotessa dei Sapori. Nei primi tempi ch'ero in casa sua ell'era diffidente a causa della mia reli- gione. Diceva: I forestieri si vede da quello che mangiaìno che son prote- stanti. Era stata, giovinetta, a sei-vizio d'una famiglia inglese, e mi racconta- a nostra pasta si addice il sugo : come per esem- pio spaghetti, bucatini, rigatoni, ecc. (vedi nostro I g 1 * orrori di quella mensa: Mangia- ca t a l ogo) oppure se meg l io si addi ce per la no- v a n o > diceva > senza fede, senza rispetto * » fe«™"* maccheroni alla ^ ^ . C T Ì S i a ^ t " " " chitarra, tagliatelle allo spinacio, ecc. (vedi nostro ca- | E(1 a v e va ra gi«ne, Tranquilla. — Così talogo speciale) o infine per i formati della nostra pa- S " ! / dispersi per il TT TJ 1 . T -, . F mondo; restano attaccati alla madre pa- sta Uso Bologna. La ricetta deve contenere la propor- jtria daf cordone ombelicale d'una sen. zione di condimento per 1 kg. di maccheroni ed ogni concorrente potrà mandare più ricette per formati diffe- renti di pasta. d) La ricetta unita al foglietto reclame dovrà essere indi- rizzata alla Direzione del Giornale « LA CUCINA ITA- LIANA » - MI LANO - Via Monte Napoleone 45, in bu- sta chiusa con la dicitura ( (CONCORSO PURITAS» non oltre il 31 dicembre 1931. e) Nel mese di gennaio 1932 verranno esaminate le ri- cette e 1 apposita Giuria assegnerà i premi ai vincitori del concorso ed il nome dei predetti verrà pubblicato nel giornale «LA CUCINA ITALIANA) ). ' Pastificio Moderno «Puritas » l \ 7 f . LLI D E L F I N O Pescara. NORME ED ISTRUZIONI VARIE Qualunque schiarimento ulteriore in merito al concor- so dovrà essere chiesto al Pastificio (( Puritas » di Pe- scara. Il Pastificio a richiesta del solo concorrente spedisce campioni fino a 5 kg. di pasta al prezzo di rivendita all'in- grosso per merce franca di ogni spesa d'imballaggio e tra- sporto al domicilio^ del concorrente, il quale non avrà altro che da richiedere i formati di pasta che desidera provare. Le ricette per i tipi più singolari delie nostre paste sa- ranno le preferite e specialmente quelle per il condimento dei maccheroni alla chitarra, ¡delle fettuccine all'uovo e del- le tagliatelle allo spinacio.. timentalità nutritiva attraverso cui pas- sano scatole di carni, di quaker oats, bottiglie di salse piccanti e pickles, ba- rattoli di confetture — tutti quei cibi predigeriti, quelle poltiglie asettiche ed amorfe di cereali e le droghe medica- mentose ed eccitanti, che sono l'essenza della patria lontana che, per le vie dello stomaco, arriva al cuore d'ogni britan- no sperduto per le vie del mondo. Tranquilla mi riteneva un eretico in- durito e, nei primi tempi, non osavi incora iniziarmi ai ^misteri gaudiosi della sua cucina ch'è un santuario poli- teista di pietanze dedicate ciascuna al- le singole divinità del calendario catto- lico romano. Ma da quando offrii di pa- gar io le « otte » che si dovevano spa- rare al Sacro Cuore, essa cominciò ad interessarsi della salute dell'anima mia, operando la mia conversione alimen- tare. Pasta e fagioli Così arrischiò, un giorno, una mine-, stra di pasta e fagioli, di sua composi- zione. La minestra di pasta e fagioli non è, nella produzione culinaria di Tran- quilla, una manifestazione di stile pie- no, nella quale ella possa sfoggiare la ricchezza strumentale degli aromi che doveva rivelarmi, più tardi, la sua mae- stria ; è appena un recitativo a due voci — la voce della pasta e la voce dei fa- gioli — che; si sostiene sull'accompagna- mento, appena zufolato, del sedano, del prezzemolo e di cert'altre erbette inde- finite: una cabatella semplice, melodi- ca, di sapore agreste. Ma già Tranquilla cominciava ad ac- cennare alla minestra selvaggióla e per educarmi il palato, ne faceva risonar qualche motivo isolato nella minestra di cavolo verzo, nelle insalatine mischiate e sempre variate. S'era in piena estate e bisognava a- spettar i primi freddi: E' la stagione dei prodigi questa : è venuta la pioggia ed è « uscita » la mi- nestra. La « minestra » ? In tutti gli altri pae- si la minestra è quella insulsa pietan- za che precede la processione dei cibi malinconici di cui l'uomo si nutrisce per vivere, qui è una concezione vege- tale e, insieme, l'astrazione del calcolo divino : un integrale. L'integrale di tutte le entità vègeto- aromatiche che solo il Tuoro d'Ailemo produce. Perchè c'è minestra >j mine- stra; quella che intende Tranquilla è prodotto spontaneo, genuino del Tuo- ro; è, come ella dice, «c ibo di terra». Tranquilla mi aveva preparato, ave- va detto: Non dovete confondere; c'è la minestra maritata, e quella è buona a farla chiunque... Percnè la minestra maritata è la le- gittima, ma banalissima unione del ca- volo verzo con la carne di porco: una funzione di stato civile, come quelle che si celebrano, senza entusiasmo, nel- le fredde sale dei municipi; senza pom pa, senza poesia; vi assistono, tutto al più, il pepe ed il sale, da testimoni, e ci vanno ad accompagnar gli sposi i pa- renti stretti: qualche torsolo di cavolo cappuccio, qualche foglia del coruzzolo dei broccoli neri, e la sugn-i, una Cateri- na che c'entra di straforo, un-, scorza di cacio pecorina, e tutt è i'aUo : salute e figli maschi, augura l'ufficia^ dello sta- to civile... Ma questa non è la minestra che in- tende Tranquilla; la sua è una funzione religiosa e lei, prònuba di nozze pan- teistiche, per non dare nell'occhio e conservare alla sposa il suo profumo verginale, dice: Io faccio la minestra selvaggióla... Che è poi una cerimonia di rito pa- gano... Gli aromi Quand'è finito, nella campagna, il baccanale estivo di Flora, dopo le pri- me piogge autunnali, incomincia l'orgia di tutte le piante aromatiche: la pape «. ^111., ÀVi'q n n ' o viiot to rrvon^,^;.!« » 1 „ rastella, ch'è un'erbetta grassoccia e la- scivetta, amoreggia col piriììiccliio, 'ch'è uno sfacciato libertino, seduttore d'o- gni erbetta pudibonda, ed insieme ini ziano la danza del ventre dove andranno poi a finire la coronella ed il rosma- rino, la salvia ed il porro, la borragiu ed il finocchietto; ed i pratelli fioriti del Tuoro d'Alterno diventano teatro di lussurie innominabili bili; e saporitissime. Tranquilla presiede a quelle nozze multiple per diritto ereditario; perchè essa ha ereditato dalla madre, Serafina la Medichessa, la magìa vegetale — sa curare, col nasturzio, che ha fiori gialli odori e sapori in cui erompono, accen- nati appena e confusi in un groviglio rumoroso, i temi cromatici avviluppati in un unico bolo alimentare. La bocca ne resta stordita. Ma poi, masticando lèntamente, si staccano le note domi- nanti d'un mottetto, in contrappunto, di raponzoli, cavolo verzotto, prezze- molo e sedano. Al secondo boccone si delinea uno scherzo in dissonanza (allegro, con brio); si Sente stridere, acuta, la nota discordante dell'acetosella che risuona fcomè un ottone inaspettato, ma che sù- bito, nel boccone che segue, è coperto dalla vampata calda e sonora del pepe- roncino purpureo, nascosto in una fo- glia accartocciata di scaroletta, sostenu- ta su un basso ostinato. Il sapore aspro dilegua, chè lo sovrasta l'episodio ap- passionato della Tpaparastella accennato da una sonatina patetica, per arco, affi- data alla fatica del finocchietto, primo violino. Dopo una breve sosta, erompono le note d'un offertorio, solenne, maestoso; poi le erbette minori eseguono il ron- dò degli aromi ripetuti in giro e, final- mente, scoppia la fanfara d'ottoni in un inno di voluttà carnale; le mucose del la bocca s'inumidiscono, dalle profon dita abissali dell'anima, e dello sto maco, risale verso il palato la buona lin fa dei succhi gastrici. Che cosa è avvenuto? I denti hanno affondato in una caten- na di porco. Dura, al primo morso di prova, essa comincia acedere; per l'ugola s'espande un succo caldo, sapido, l'umor grasso spremuto dei ricettacoli nei quali si ce- la la più pura essenza dell'anima suina come nelle cellule delle piante aroma tiche, sotto l'epidemide delle foglie, si raccolgono gli oli ossenziali profumati La sinfonia, a quel punto, batte il tempo ad un baccanale d'odori e di sa- pori; dallo stomaco o dall'anima non si capisce bene donde, che l'anima e lo stomaco son confusi in un nimbo di beatitudine gastrica e psichica — sale un canto di grazie, un inno di laude. E solo allora s'intende quel che vuol dire Tranquilla, allorché annunzia: Quando mangiate la minestra selvaggióla, vi ri create l'anima — o il corpo, non ri cordo più come dica. Ma tanto è tutt'u na cosa, anima e corpo, in quei mo menti! EDWIN CERIO. LE CAES DI DOMI AN ,ma mangia- la « nzuarchia », che è l'itterizia, e col decotto di malvarosa scaccia le flussio- ni di petto ; incanta i vermini delle crea- ture col succo delle radici di ruta... Per istinto, pei- l'esperienza della mamma, dell'avola, della bisavola, sa la virtù delle piante — e quelle virtù ricorda tutte perchè tutte le sono state traman- date da una poesia. Ogni erba, ella di- ce, ha la sua poesia, ed ogni poesia s'a- datta ad una malattia. La parietaria, applicata sulla bocca dello stomaco, cal- ma ì nervi; difatti la poesia dice: Ogni èrba delle mura Salva la nervatura. L a m i n e s t r i s s i ma Perciò lei sceglie per la minestra sel- vaggióla solo le erbe e le radiche che [l'anno una specifica vijrtù; il) porro Se avete una tristezza Il porrò ve la spezza. E la rapa perchè essa è, notoriamen- te, (< amica dello stomaco », l'erba bu- glossa che scaccia le voglie e, non ri- cordo per quali altre affinità simpati- che e potenza diuretica od effetto seda- tivo, le code di sorcio, l'assenzio, il fi- nocchio, l'acetosella. Ma non bastano le sole virtù dèlie piànte, occorrono i sensi e Tranquilla eeéelle nella graduazione dei sensi che è, poi, la dosatura e la successione de- gli aromi. r Ero preparato così spiritualmente, alla degustazione della minestra selvag- gióla, Venne la pioggia, vennero i pri- mi freddi, fu ammazzato il porco —- ed è venuta, ed è stata consumata la mi- nestra. L'ho mangiata ed il mio palato vibra ancora cjjm'e una cassa armonica di ri- sonanze saponose; il mio esòfago Ms- sulta ancora... Come pér il ricordo, tutto musicale, d'una sinfonia eroica. Il pri- mo boccone della minestra, che s'in- golla, sgomenta, chè non si è preparati alla violenza delle sensazioni ch'esso strappa al palato. La minestra selvag- gióla è una sinfonia senza preludio, e comincia con uno scroscio repentino-di. di Charlottenburg è assiti iritèresfeaw' te perchè ci fa pensare a nuovi oriz- zonti di vita. Le pareti sono tutte bianche, letti, ta voli e sedie di metallo cromato, pochis simi quadri alle pareti, finestre larghis- sime come le vetrate dei pittori e dei fotografi : tutto ciò arieggia un com- fort da marinai o da volatori. La Reinhenhaus ci presenta un tipo di casa da incastrarsi a serie in fila con altre analoghe. Ognuna di queste case in miniatura, bianchissime, cemento e legno, si può acquistare per la non gra- ve somma di 6000 marchi, vale a dire 27 mila lire: autentico modello di casa popolare pagabile a rate, e quindi alla portata di tutte le borse. La Feder ci presenta il piano comune di un grat- tacielo, che ci rivela le possibilità di vi- ta sociale di certe abitazioni collettive: vi è la cucina, una sala da pranzo, un bar, una biblioteca con sala di lettura, una « Tanz-terasse » con apparecchio ra- dio e persino urna piscina con pesci veri, nonché una sala per ogni genere di sport. Tutto questo è organizzato e arre- dato dal grande architetto futurista Walter Gropius, il quale, non contento di darci la visione positiva di questi paradisi di modernità, ne espone anche la filosofia, ammonendoci con disegni illustrativi alle pareti che « l'uomo, per abitare la metropoli, ha bisogno delle segmenti cose: luce per l'occhio, aria per il naso, quiete per l'orecchio, movi- mento per tutto il corpo ». Noi natural- mente gli crediamo sulla parola, non « in verba magistri », ma perchè i suoi principii sono da gran tempo i nostri, anche se la fantasia futurista italiana saprebbe dare una maggior varietà li- rica alla casa dei nostri sogni. Usciamo all'aria aperta e c'imbattia- mo nella ormai celebre Casa Metallica, tutta rivestita di lastre di rame, smon- tabile in ventiquattro ore, che viene a costare messa in opera, 11.500 marchi, poco più di 50.000 lire. E' veramente una idea deliziosa, questa della casa smontabile e trasferibile: basta pensa- re che dalla mattina alla sera una fa- miglia di nòmadi fantasiosi, stanca di Un certo soggiorno, può levare le tende, mettere tutto sopra un camion, e viag- giare a proprio talento i ! l. Lo spirito avventuroso di' Certi pòpoli incapaci di sentirsi radicati alla terra, si rivela in piéilo in questa attitudine a scoprire nuovi orizzonti e nuove mète. Lungi dal- Ferrantismo semita, noi italiani possia- mo accettare questa tendenza come un bisogno espansionistico, ricercatore ed emotivo della nostra razza imperiale. MARIO CARLI. t OXA^ÌOy * La moda invernale 1931 presenta innovazioni radici! li, che voi potrete riscoi trare nei 200 modelli d« nuovo fascicolo di « Moti', Revue » diretto da R. La tuàda. * IT fascicolo « inverno i è in vendita a L. 10 la copi presso tutte le edicole Ali bonamento annuo L. 30 ( fascicoli), ridotto a L. 2 per le abbonate di « Cucili Italiana ». * Fascicolo di saggio gr tis a richiesta. — Casa Ed trice Aracne, Milano, vi Kramer, 32-A. CmxoJL $ uc&der ài v ^ Majz - : f ' \ òeaMÀ^Ì L or^ìaiL' ^ TJWuJl,, NON DI SOLO PANE A vive l 'uomo: dice la Bi bb i a. Ed è ve ro A anche in senso ma- r teriale. ^ " " /$ Per la salute c'è \ bisogno di svariati cibi: tra cui la pasta. Il buon pane è fatto ; col grano tenero. Ma se i prodotti di grano J t e n e r o s on me s s i fi nella pas t a, ques ta diventa un duplicato del pane. - w ^ - j La vera pas ta è fatta con pura semola di grano duro, come la m-" -s v s.-; • P & S t B , A g n e s i R OPO ?L P R A A I ZO PER BEAI D IGERIRE ? F V A A T E V A I A . 5 Q V I 5 I T A SIGARETTA litfjj&anian d. 0 «^

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