LA CUCINA ITALIANA 1931
N. 10 ,, 15 .Ottobre 1931. L A , C 0 C I N A I T A L I A N S Funghi velenosi e. fungili ion vekeos E possibile neutralizzare la velenosità dei iungki? A me piacciono t an to i funghi in Qualsiasi modo preparati; e ne mange te > tatti i giorni «e fossero forniti tiione condizioni e garantiti esenti dal ° r utto difetto di contenere e trasmet- t e , alle volte, veleno a coloro che di es ®i si cibano. E poi ci sono gli amino "itaenti dei giornali che in modo parti c °lare di questi tempi informano di ca !i di avvelenamenti attraverso i funghi che non si constatarlo s o l t an to da !'oi nel nostro Paese, ma dappertutto, e 111 Europa specialfaiente, dove muoiono Jt'er avvelenamento, per ingestione non ' ù ntrollata di questo vegetale, oltre die. filila persone l'anno. Cifra sbalorditi. \ vero? Ma le statistiche non si coni Muovono; freddamente, spietatamente Enunciano la realtà di un fatto, punto Preoccupandosi se questo è lieto o tri. Adagio, dunque, coi funghi; piatto appetitoso e pericoloso. La stagione nella quale si procede '"a raccolta dei funghi è appunto quel a attuale, in corso di sviluppo, che si detrae di solito sino al tardo ottobre; «lite o quasi tutte le nostre vallate ne ^oducono di veramente eccellenti. Pa- 6 peraltro che la Vai Magra ne produ- a di molto profumati e con « carne "°lto squisita, al punto che di essi si r Vono i nostri esportatori per profu j la fe i funghi di diversa provenienza mandano all'estero. Più larga è la °^ibilità di raccolta, evidentemente 1,1 facile è la possibilità' di incorrere ? funghi velenosi, donde la necessità , ditata di vigilare chè alla propria pericolosi. Welle grandi città vi sono di solito ? tlf Uti che provvedono alla bisogna, oe- , a . a garantire i consumatori della inno- dei funghi che si mettono in com- er eio; a Milano vi è il Laboratorio jlfticipale di micologia che assolve suo difficile compito con notevole scru- |°lo8Ìtà quale si addice del resto al ca- r> poiché si tratta della vita e della 'orte dei cittadini; ma là dove man- Nilo questi controlli, come ci si do- Kebbe regolare? Se la Massaia fosse pperta nel distinguere i funghi vele- pai da quelli non velenosi, il proble- |a, almeno, nei ;suoi riflessi, sarebbe f i lantemente risolto; ma non tutte si ano in queste condizioni favorevo- 6 allora, nel dubbio, è sempre bene '1 usarli. I competenti assicurano che rendere innocui i funghi velenosi, Asterebbe farli bollire con acqua sa- 111 a o con aceto puro ; ma, ammesso che ^sto procedimento rispondesse appie- i 0 allo scopo, resta il fatto che attra- i l o la bollitura le qualità organolet- t j Clle si alterano abbastanza profon- U ^ t e . Non fa peraltro bisogno ag- ! e " n Sere che sia l'acqua salata, sia l'a- ' Vanno buttati, avendo essi disciol- i ' ' veleno che prima contenevano i ^ g h i . Vi sono nel popolino credenze le . a h spesso sono responsabili di casi ^ av velenaineiito ; si crede ad esempio . |c e i funghi che nel cuocere anneri- r l o ¡uno spicchio di aglio o una mo- d'argento o un cucchiaio Kg* metallo o di stagno, siano vele e del pari velenosi dovrebbero es- „ _ _ „ dello : 0 ® quei funghi che ingialliscono le s«e del prezzemolo o coagulano il e ~. Viceversa sa ritengono innocui, Quindi buoni senz'altro a mangiarsi, . laghi che non producono questi ef- e quelli giovani, che hanno un ancora che le credenze popolari cui spegnere anche la vita. E ricordino abbiamo più avanti accennato, essendo destituite di fondamento scientifico, non devono godere credito. S. B . Pag. 7 DEI TARTUFI I tartufi — bene spazzolati dal terric- cio con spazzolino duro, e non mai la- vati — tagliati poi in sottilissime fette con apposito strumentino, possono ser- vire, come ognun sa, quale squisito con- dimento al risotto, ai maccheroni, alle cotolette alla milanese ed: all'arrosto, di cui vanno cosparse tali vivande all'atto di servirle a tavola; ma sopratutto si prestano per la cacciagione (anche co- me ripieno). Vi sono poi speciali applicazioni di essi. E ne citiamo alcune ricette i Alla Romana involto in un con un, po' Ogni tartufo viene pezzo di carta oleata di sale, aglio, timo, ecc. un quarto di foglia di lauro; tre altri pezzi di car- ta oleata sono aggiunti e sovrapposti al primo, un quinto pezzo di carta, ma questo inzuppato di acqua, involge il tutto che è messo a cuocere durante tre quarti d'ora sotto la cenere calda, poi servirli bollenti con burro. Alla Provenzale Far cuocere i tartufi in una casseruo- la (nel cui fondo si mettono alcune fet- te di lardo) con vino bianco ed un odo re d'aglio; ritirare la casseruola dopo una moderata cottura ed aggiungere un po' d'olio d'oliva finissimo; servire cal- do dopo avere aggiunto qualche goccia di sugo di limone. Allo Spumante bianco Far cuocere per tre quarti d'ora nel vino di champagne, o analogo i 1 !, un chilo di tartufi con due carote tagliate ciascuna in 4 parti ed un sacchetto del peso di 40 grammi composto di sale, pepe, pimento, noce moscata, macia, ga- rofano, cannella, e ginepro; servire caldo. (Questa presso a poco è l'antica ri- cetta dei Romani dettata da Apicio). All'Italiana (Salsaì Si lavano e spazzolano bene i tartufi »e freschi (quelli in conserva non oc- corre), si pestano in un mortaio cor uno spicchio d'aglio e grammi 30 di alici per ogni chilo di tartufi. Ridotti i tartufi in purea si mettono in un tegame con olio d'oliva fino con aceto di vino od agro di li- mone; sale quanto basta. Con tale sai- (fatta riscaldare per "qualche minu- to) si possono confezionare crostini, guarnire pesci in bianco, legumi, cac- ciagione, ecc. Finalmente, sono consigliabili per 1 tartufi le seguenti utilizzazioni : le uova al tegame con i tartufi cosi affettati. Tagliati in tocchettini si impiegano per la confezione della galantina op- pure si inseriscono a guisa di lardelli nel rostbeaf. Per le omelettes i tartufi si metttono pezzettini come la carne o il pro- sciutto nelle c o3 Ì de t te «frittate rogno- se» . Si possono pure invece pestare con piccolo odore d'aglio: ma proprio in quantità minima (I Francesi direbbero un soupçon »). Sarebbe una eresia far sentire l'aglio (odore alquanto volga- re) dove si deve gustare l'aristocratico profumo ai tartufo. La purea così otte- nuta si sbatte con le uova. dal fornello, avendo cura, di lasciare freddare i recipienti nella medesima acqua, dove hanno bollito. Si possono così conservare per anni e anni. — G. MANFREDI . Roma. * « La maniera più sicura per mantene- re a questo finissimo cucurbitaceo, tut- te le sue prerogative di profumo di gu- sto e d'estetica è quella di candirlo. Però si può anche conservarlo in sca- tola : Ad uno e a più meloni si toglie piuttosto profoiidàmente, ma non com- pletamente la scorza, si tàgli ano a spic- chi e si raschia la parte bucata di essi per togliere i semi. Immergere gli spicchi così prepa- rati in acqua bollita, salata e fredda e lasciarveìi per sdirca ventiquattro ore. Quando si tolgono da questo bagno si mettono in acqua corrente per circa dodici ore:; quindi si ritirano all'a- sciutto. Preparare intanto un forte sciroppo con 1 Kg. di zucchero, 1 mezzo Kg. di acqua (si deve ottenere uno sciroppo della densità di 33 gradi). Appena bol- lito ritirarlo dal fuoco, sciogliervi venti grammi d'acido citrico e lasciarlo raf- freddare. In scatole della capacità di un litro, disporre le fette di melone e lo sciroppo, farle saldare e immergerle poi in acqua bollente dieci minuti; al termi, ne del qual tempo se ne ferma la cot- tura portandole sotto l'acqua corrente. Le scatole vanno messe ia luogo oscu- ro e fresco per veliti giorni in una po- sizione e per altri venti capovolte. Non verificandosi durante tale perio- do, nulla d'anormale, èsse sono pronte per essere conservate tutto l'anno sem- pre in luogo oscuro e fresco. — MARIO MARINONI. >>. Siro giornale ha ni ogni parte del mondo, e ' praticamente fuori di Napoli poiché in nes- doppi^maiiEe perciò glie ne siamo grati. s u n a c a s a 0 albergo o ristorante, apparecchian- K. C. - tomo. — Lei e molto delicata nello J 0 la tavola per servire la pasta asciutta, il scrivere che i 4 abbonamenti per i quali ha ri- cameriere mette il cucchiaio messo anche il relativo importo rappresenta- j Quanto al « Frigidaire » battezzato dal Suo no 1 inizio di una intensa propaganda che f a ' a m i C o : « Superfrigor » - (sarebbe meglio « Re- con entusiasmo « soltanto per . rendersi vera- frigerante ,,) - l'Autore del Signor Geremìa rin- mente degna di appartenere a questa grande g r a zia Lei e il Suo amico della comunicazio- Pieco!a P o s i o L. M. - Cornigliano Ligufè. — t a ricètta del « Panforte di Siena » che Lei ci chiede è stata già data nel numero 7 (15 luglio 1931) Rubrica Folclorista. P. M. C. - Ancona. — Ma non ci siamo so- gnati di darle nessuna « colpa ». Non poteva- mo, anzi, che esserle grati del Suo entusiasmo. Mè sarebbe stato giusto sofisticare sulla frase: « nessuno come me » in confronto dell'altra « nessuno più di me » quando della sua e- spressione si doveva cogliere lo spirito che era altamente gentile. Profilammo dello spunto da Lei offertoci tra? in palco? Ma, a quanto ci risulta per Magare un pochettino, senza riuscire pe- santi. « E questo fia suggel ». V. V. - Ctirpineto Ro?nano. — E* inutile che reclami. Se, notificando il cambiamento 'd'indiriz- zo, non accompagnò L. 1, ben feeé ' i l Re- famiglia stretta intorno al simpatico ed inte- ressantissimo giornale ». Grazie, grazie! Quantunque Ella non ne abbia fatto richie- sta, Le abbiamo mandato il premio che si dà a chi ci procura 4 abbonati nuovi: cioè il vo- lume che il celebre letterato Paolo ¿uzzi ha tradotto espressamente dal latino per l'Istitu- io Editoriale Italiano (Manuale Gastronemi- co di Apicio) e , che fa parte della magnifica Raccolta diretía da S. f . Ettore Romagnoli della Reai» Accademia d'Italia. A. S. - Genova. — Il Stto abbonamento è sca- duto il 31-8-1931. La ringraziamo della intenzione d'i volerlo rinnovare, e, per evitare interi-azioni, Le ab- biamo fatto pervenire ugualmente il numero di settembre al quale non avrebbe avuto di- ritto essendo il Suo abbonamento scaduto nel- l'agosto. F. F. - Palombaro di Chieti. — La nostra amministrazione si è affrettata a rispedirle il numero di luglio e aggiungiamo che i « cerbe- ri » della contabilità, anche, se Ella aou avesse mandato l'importo avrebbero fatto eccezione pel- Lei rinnovando gratis l'invio di quella copia, commossi dai fatto che Ella definisce « una grave disgrazia » lo smarrimento di un numero della <( Cucina Italiana ». Mandi pure la promessa ricetta che ha già tutta la nostra preventiva simpatia per le cor- diali cortesi espressioni con le q^iali ce là pre- annuncia e che qui ci piace riportare: « ...ru- berò un po' di tempo alle ihíe occupazioni, lieta di consacrarlo alla mia più cara amica. Sì, La Cucina Ital''ina è per me anche più d'una amica, perchè vi passo lunghe ore insieme, per- chè l'aspetto con ansia, perchè l'ascolto con grande interesse, perchè mi è preziosa con- sigliera ». L. P. - Roma. — Per l'abbonamento a «Mani di Fata — che, certamente, è la migliore e più diffusa del genere — si rivolga all'Ammi- nistrazione': Via Dante, Milano. Crediamo, invece, che per consigli come quello da Lei desiderato, occorra rivolgersi alla Contessa Vanna Piccinni che, oltre a egre- , amente dirigere la Rivista, si occupa perso- nalmente, con premura e finezza, della corri- spondenza con le proprie numerose abbonate. D. G. L. • Roma. — Il Suo desiderio è con- diviso dà molte altre nostre lettrici; ma, evi- dentemente, si tratta di quelle che si abbona rono dopo il novembre 193»: cioè quando ces- sarono le puntate del Galateo. D'altra parte, non si può infliggere -alle vecchie abbonate la rilettura di quanto già conobbero e che potrebbero sempre, quando ne avessero vo- glia, tornarsi a leggere, se mai, nella Rac- colta del giornale. Senta: non c e che un rimedio: Farsi mandare quei numeri che contengono Jl « Galateo della Tavola » di Delia. Essi sono sette perchè alcuni totalmente esauriti. Inviare, dunque, all'amministrazione L. 4,20. Non è il mezzo più semplice? F. R. - Como. — L'uso di mangiare a tea- questo ne favorita: ma osserva che fino a quando soltanto le Case estere faranno pubblicità ai propri prodotti difficilmente potranno essere noti in Italia i prodotti nazionali. Ha capito? « A buon intenditor... ». I G. P. • Macerata. — L'Amministrazione del giornale ha opportunamente segnalato alla aggrada. Direttrice d'esso, in mezzo alla valanga dei i i>e dna inserzione deve occupare un'intera quotidiani vaglia che pervengono per abbona- pagina, la paglia retrostante potrà essere tut- menti, il tagliando del Suo, per le nobili pa- la rubrica.; e se le inserzioni non sono suffi- role che lo accompagnano. cientì (perchè dovrebbero occupare il 50 per E « Delia » Le risponde che, nella elevatezza cento delia superficie stampata) si su ipliran-' .1 C - - . • T - : . , „ _____ , . . . . . indiscutibilmente al rifornimento della cassa editoriale e sono quindi da augurarsi in con- tinuo aumento. Il giornale (S pagine a 6 colonne) consta di 43 colonne, delle quali circa 1Ì3 sono inser- zioni, equivalenti a 3 pagine intere. So bene che le inserzioni vanno distribuite in ogni pa- gina perchè cadano forzatamente sotto gli oc- chi dei lettori delle rubriche. Se dunque si dispongono le inserzioni nelle tre ultime co- lonne di ciascuna pagina, si ha che dietro al- la rubriche corrispondono sempre inserzioni e quindi ciascuno può ritagliare le rubriche che più l'interessano e disporle come più gli del Suo animo di educatrice, Ella ha perfet. tamente interpretato- Ma questo non è più gastronomia, nè eco- nomia domestica. C'entra però il sentimento. E le noBtre lettrici gradiscono sentire talvolta una nota che, se appare stonata col titolo del giornale, è, però, in armonia con Io spirito di esso e con la finezza propria dell'animo femminile. R. B. • Trento. — Come da Suo ordine ab- biamo provveduto a spedire 150 abbonamenti a cotesta Scuola. M. D. • Torino. — Confidiamo che Le sia pervenuto il volume Apicio che t e abbiamo fatto spedire per gli abbonamenti procuratici nelle persone della Sig.ra Clelia Prada di Sanremo - Sig. Ada Novaro Praia di Oneglia • Sig.ra Cavina Pellegrini di Genov tessa Bentivaglio d'i Modena. t no con rubriche d'interesse momentaneo, eh» non interessano conservare (bandi e rendi- conti di concorsi, piccola posta, notizie varie). La proposta non è davvero conciliante? Dun- que bisogna pubblicarla.... poi approvarla.,., poi applicarla. Cordiali saluti ed auguri ». 13 In altri termini, sostanza della Si> prò- p™ u \ consiste, dunque, nel mettere la pub- blicità in modo da poter ritagliare ognuna dalle rubri he interessanti senza togliere il testo riprodotto a tergo. E per l'anno nuovo avrà il piacere di ve- proposta. Meglio di drr pubblicata b Su resi...! C. C. - Arena. — Per la conservazione del e Con- basilico in inverno, la contentiamo a pag. 6. A. B. • Acqui. — La ricetta del vitello toìi- P. C. - Napoli. — Ma no! Non siamo noi u-ito potrà desumerla dal n. 7 (Luglio 1930) a distribuire gratuitamente la Rivista «L i - ¡>. M. P. - Parma. — Non sia pessimista." Uro della Massaia » di cui nostra recensione Perchè crede di rappresentare « un'eccesoio- nell'uìtimo numero. Dicevamo che esso vie- ne » ad amare argomenti di eucina e d'eco, ne distribuito gratuitamente dalla Fedcrazio- ! K , m i a domestica? Oggi, le Italiane si vanta, ne Provinciale Fascista Milanese, alla quale, ^ essere brave donne di casa! pertanto, potrà rivolgersi. ' Del resto, ne vuole una prova? Eccola su- iti. Z. - Monfalccne. — La stessa risposta b i t o : S a ' f r e g i a s'gnora, quali sono le dus valga per Lei. pubblicazioni periodiche più diffuse ? La Cu. E. ii. - Roma. — Le Sue domande sullo va- cina ' ' «^' " ' -f' e Mani c(i Fata! rie qualità del riso ecc. sono opportune per- chè d'interesse generale. Risponderemo. Intanto. le consigliamo un buon libro de- A tutti, coloro che avendovi scruto non non riguarda l'Italia, bensì la Svizzera. E, allora, perchè occuparcene? Noi —- pur avendo abbonati in tutto il mon- do — non vogliamo fare i saccenti in casa d'altri. E ci dedichiamo al perfezionamento della donna italiana. Se la scimmiottatura d'oltr'alpe arrivasse fi- sarto, r pigolamenti » , cui quella, «orrispon- l <0-a far mangiare Wiirste e Lachschinken alla cìeiii-a sarà stata «gi rata» à ja B n tenerne j Sc pl, a f a l . .Teatro dell'Opera... allora, altro che alcuf; conto (Vedere nostre diatribe al, ri- I ^caparcene! Giù: botte da orbi! (Stile «-Si- guardo, specie quelle dèi numeri 15 Giugno, ' s r t ò r Geremìa »). Ma, per ora, fortunatamen- te > il senso estetico delle nostre Signore ci tie- ne lontani da tale pericolo. L. M. - Taranto. — Il vino bianco è, gene- ralmente, più digestivo del rosso, ma eccita maggiormente il sistema nervoso. Sarà bene che Io evitino coloro i quali sof- frono di gotta, artrite e simili. Af." TV. - Toronto (Canadà). — La S. A. No- tar! rinnovò l'invio in raccomandata. " L ° reto c L. V. • Romano Lombardo. Ma se lo abbiamo stampato su queste co- Jonne non meno di venti volte! Lei, forse, ì abbonata recente, e allora scusi l'impazienza di chi redige la Piccola Posta: impazienza the, , n fondo, rappresenta un riguardo verse ' vecchi lettori del giornale. Dunque... « repe- (i) Preferire sempre uno spumante italiano! — N. d. R. giovani, aspetto, carne saporita e profuma- ' 1 utte queste credenze non sempre ri- bidono al vero, ed è bene quindi che stia in guardia. Nè tuttavia è euflì- e Ote garanzia amministrarli belli e "ti agli animali, quali cani, gatti, ca- » ecc. e attendere l'effetto. Se questi ^ morissero e nemmeno indicassero ' «e viscerali, non significherebbe af- [ t o che i funghi ad essi somministra- siano velenosi; il veleno su cfutì- C animali potrebbe anche non agire ^gire tanto lentamente da ritenerli Reamente non avvelenati. Nulla per di tranquillante e di concreto po- ^oe offrirci un simile esperimento, peondo i competenti i funghi vele- % presenterebbero i seguenti èarat- 1 morfologici : laminette bianche ®8ìate, inserite al disotto del cappel- l e normalmente sarebbe varrucoso, ^io-sbiadito, con gambo esile, la cui . pniità inferiore sarebbe rivestita di ! t l a o « calza » normalmente assen- «i funghi mangerecci. I funghi che ^i l tni l ft minati n o r o + f o-»-ì „ 1_ Meloni conservati Per sodiifare il desiderio espres o dal- la nostra gentile abbonata D. B. C Ca- ravaggio, abbiamo interrogato dun illu. stri consulenti, già ben noti ai lettori di questo giornale-. G. Manfredi (Capo cuoco dell' Albergo Majesdc di Roma) e il cuoco-giornalista, M. Marinoni, in- segnante di gastronomia alla Scuola Al- berghiera di Milano. Ed ecco le due interessanti risposte : I meloni si conservano così: Si mondano per bene, tagliandoli a spicchi, e privandoli, naturalmente il più possibile della loro corteccia. Si fa bollire dell'acqua, dentro una bacinella di rame non stagnata e scru- polosamente ben pulita; all'ebollizione forte, si tuffano gli spicchi di melone ed appena ripreso il bollore si versa il tutto su di un setacciò di crine. A- vreté prónti, o dei vasi di vetro a chiu- sura ermetica o delle scatole di latta che chiuderete colla solita stagnatura. Avrete pure preparato a freddo uno sciroppo, con un Kg. di zucchero pileè, ed un litro d'acqua. Sistemate i Mostri spicchi di melone nei recipienti, ed aggiustateli bene on- de vi sia maggior quantità di melone che di sciroppo; coprite s'è di vetro col loro coperchio a chiusura automa- tica, s'è di latta con una perfetta sal- datura. — — ìt — o— | Ponete i recipienti a bagno maria in a tie ! ì °" a b b i a n o l a c e r t e z z a m a - acqua fredda. All'ebollizione, contere- ^ a « 3 A I N C A ' P A C I TÀ d'offendere I te 20 minuti, di continua e regolare boi- 0 organismo, e, alle volte, di litura, dopo di che, ritirerete ogni cosa N ' . ! ntano questi ca atteri non sareb- quindi idonei all'alimentazione tt ! f ,e il così detto fungo ovulo che ef- £ ( v ainente è commestibile, i-^Sarico, il boleto, il porcaio,, il itJ U °^°' spugnolo, eec. come è risa- e ^ ' ®°no funghi cai si può affidare ( f i t tamente la nostra salute, f u s i o n e : le Massaie cui incombe ij cr 0 dovere di vigilare sulla salute sj r °pri cari non usino mai funghi Hj.'i^'i non abbiano la certezza ma- is Settembre 1930 e 15 Giugno 1931). /. M. - Ancona. — Scriva al Pastificio « Puri- 136 ;» di Pescara quanto chiede a noi. G. il. - Carpi. — La Sua lettera sottopone quesito che mentre, a tutta prima, appare (i interesse soggettivò, viceversa, apre un oriz- zonte. Infatti è proprio un gran problema quello di conciliare le ricette mediche per i regimi dedicati a speciale malattia con le ri- cette... d'una buona, gustosa cucina- Riproduciamo la Sua lettera: «... Papà è stato ammalato di ulcere del duodeno con ipercloridia. Fortunatamente ora sta benino. Ma deve seguire una dieta rigorosa scelta su questi alimenti: Minestre : riso nel latte o nel barro - riso o pastina glutinata cotta ne! brodo di verdura i l i t a i«vant » : Si fanno abbonamenti con due o m qualche brodino leggero, di «ara«,- ! . decorrenze : dal primo gennaio al 31 di- sgrassato. Il tutto stracotto come pappa e , ce ™>re, ovvero : dal primo luglio al 30 giugno servito quasi asciutto; j Coloro che arrivano nei mesi interposti han Carni : Carne di pol lo tritata in polpettine 110 ' '¡ritto agli arretrati, lessate o pesce magro lessato (sogliole), cer-' Esempio: uno manda il vaglia in apri le' velline lessate (queste con l imone); G ] i si dà corso dal gennaio e gli si mandano Latte: Un turo al giorno; i tre numeri che precedono l'aprile. Uova: Tre o quattro tuorli (fresche e come U ì ! ° «'abbona dal settembre? In tal caso, gli crema in tazza o crema caramella o crema » « « t a t i non partono dal gennaio; ma dall'ini- di . riso); , " o dell'annata del suo abbonamento; cioè ri- Verdure: Cotte e passate (spinaci, sedani, ; c e v e r a anche luglio e agosto, verze, fagiolini verdi, .caveli .ecc ;> I Chiaro? Legumi: Patate o melanzane o carote (cotte . G " " Cagliari. — Ecco come sono gli ab- e passate); bohati! Frutta : Cotta e passata; , Lei per esempio scrive al 29 settembre- « I) Zucchero. numero di ottobre l'ho ricevuto in questi gior- Pane hisccitato e qualche biscotto profonda- " ! ' quello di settembre no, e prego vivamente mento triturato e masticato; j mandarmi il numero di settembre » Burro e Olio: Crudi. , Come poteva aver ricevuto il numero di ot Tutti questi alimenti devono avere consi- ' (che esce il Ì5): cioè il stenza molle e esclusione degli aròmi e del s e n t e ] ' sale (tutt'al più un grammo di sale al gior- 1 D >d>bitì d'interpretazione: Voleva d>'re che no r >- i ricevuto l'agosto anziché il settembre? Ov- La dieta è nutritiva, ma monotona e intol- 1v . e r o v o I e v : l significarci che ha ricevuto i'ul- lerabile, dopo molti mesi, per la mancanza i ' " i t ° " «mero e noti il penultimo? del sale. ) Nel primo caso dovremmo mandarle il set- Io e la mia mamma non sappiamo confe- tembre, nel secondo l'agosto, zionare i cibi che nella forma elementare. | S e Poi per colpa di chi non scrive chiaro. Io ho pensato a codesto giornale che ha sbaglia l'Amministrazione, apriti Cielo! ' dei bravi tecnici a Sua disposinone, per in-! 11 violente reclamo di un 'abbonata aveva dicato tutto al riso, appunto perchè com'El- trovano ritrosia in P. P. •• Mondo. la giustamente dice « i bifoni italiani debbo- I Ognuno avrà la sua risposta. Ma più di circa no alimentarsi prevalentemente di riso » : U>e colonne per questa Rubrica noi non possia- quello di G. Galleanj con prefazione di Ai- m o dedicare. Diversamente, non vi sarebbe fredo Fanzini. i proporzione con le altre materie che il gio'r- Riguardo alla ricetta dell'aceto,, che doveva n c l e ' 'ève trattare. Onde, molte lettere resta- apparire nell'ultimo numero (rubrica « Di- 110 t on t amen te in « quarantena » . spensa e Cucina ») Ella ha perfettamente in- , A[ j - )J; >mo più di cento capi di corrispon- mito la verità, i l Proto, nell'impaginare, dovè p ° , d a e v a dere. sacrificare qualche ricetta a cui si riferiva la f ughe r emmo anzi, la cortesia delle nostre P. P. | a » f >o«ate di soprassedere a scriverci fino al Quanto alle lusinghiere espressioni ch'Ella ' " , e S e di dice ™bre, per far sì che nel prossi- si è compiaciuta rivolgere alla nostra « De- i m ° n u m e r 0 61 . PQssa dar corso al materiale corrente appunto arretrato, e rimetterci al nel dicembre. Soltanto in tal modo potremo contentare tutti i nostri affezionati lettori, le cui let- tere ci fanno, anzi, molto piacere perchè pro- vano grande fiducia in quest'organo, ritenuto i) r •>m'» i 1 1*1 _ i. _ __ S»6JC U M B E R T O N O T A R J DIKETTOBE - KESPONSABILK Officine délia € Soc. An. Notari » Istituto Editoriale Italiano numero pre- questa Le .porge personali gratie, ben peta della corrente di simpatia che si è sta- bilita e si accentua ogni giorno con la fami- glia delle nostre care e brave abbonate. F. C. L. • ( ] ) — Da quanto abbiamo chiari- to all'abbonata E. B. di Roma, troverà soie- - i>- j- , • ° > gazione Ella pure per il Suo ' g i ^ to riLe^ ^ L " T Z l e * ^ f a " sulla «Porchetta Marchigiana». E m ^ i T a I ^ 1 - " . T " " 0 " Grazie delle Sue ricette. a ne tare a Z r a m M a ' i c o d i dover far Per i funghi, troverà ampia risposta in que- derata risposta P e r 3 ° n e ^ ^ sta stessa pagina. Noi del resto, ne avevamo già trattato sul numero di novembre 1930. E confermiamo il nostro consiglio: Quando ci può andar di mezzo la vita e quella dei; propri cari, bando alla va- nità! Sagrifìcare questa e la gola: ma essere certi,-certi;'centi:<•••• • Quanto all'argomento sapone formerà og- getto di una prossima nota nella Rubrica « Massaia Moderna ». I. M. d. C. - Sant'Elena — Già: E' proprio ino dei nostri scopi, e ci piace che Ella l'ab- bia rilevato, ammannire la cultura gastrono- mica pratica e contribuire alla formazione della massaia perfetta DIVERTENDO. Guai se il nostro giornale perdesse l'attrattiva che gli deriva da questa caratteristica! La ricetta « Pinza » sarà pubblicata. Ing. E. P. . Milano. — Grazie per la ri- cetta. Sarde a Beccafico. Pubblicheremo. j C. B. - Abbonata 11.259 - Bergamo. — Pre- | mettiamo subito che la Sua lettera è quanto mai interessante; ch'essa dimostra competen- ! za, praticità, spirito e che pertanto (dopo la r premessa diventa financo pleonastico l'ag- giungerlo) ci è riuscita graditissima. La riportiamo: PICCIOL AVIV I S ULT I PER LA BUONA CUCINA, provvedetevi de- gii «Ar omi Datò ». — Con pochi centesimi migliorerete qualsiasi vivanda o dolca casa- lingo. La Casa spedisce a richiasia, seepo propaganda, n. 1. serie completa bustine, normali merce: Aroma - Drogaromatica - i e pe - Zafferano - (per vivande). Do'eià- rotn - Mandorlata - Nocciolaia - Suncrcioc- colato - (per dolci) franco porto dirtro va- ®\ la L - - , V o n t r o e s e guo L. I in più - Ditta C. Dallo e C. - Via L. Tolstoi, 17 - Milano. vocare il consiglio di due o tre ricette che servendosi degli alimenti, sopra descritti, sem- pre senza sale ed aròmi; combinino qualche minestra, qualche « purèa » o qualche dolce, variati per gusto e combinazione e intrecci reciproci. Io mi auguro anzitutto che mi si voglia perdonare l'ardire che mi prendo (e se ho tatto male lo addebitino alla loro gentilezza e al mio amore per Papà) e che il problema per n 0 l difficile possa essere risolto dagli e- sperti della benemerita « Cucina Italiana ». Gentile e cara Signorina, crediamo che ti- no dei nostri Oracoli, e precisamente il cav. Pettini - Capo Cuoco di S. Maestà il Re ! sia la persona adatta a risolvere il Suo que- sito. Anche perchè ci sembra ch'egli abbia tatto studi speciali del genere, creando, anzi, un tipo di pietanza (che può anche servire da antinasto) per casi analoghi. Comunque, la sua parola sarà preziosa. , , D e ' r ? t o : n e l l a rubrica p a l a o u a i e n < m < ; e spar.o in t^tti i iwfeeri. ma che snesso pubblichiamo («Speciali Reg imi ») venimmo preventivamente incontro al tipo di c a f o n i " come quella da Lei sottoposta. Intensifichere- ! mo n cura di quella speciale rubrica. | A. O. . Katang'i (Congo), dato tutti gli arretrati provocato ,1 licenziamento di una signorina addetta all'Ufficio abbonamenti. Ma quando tra un diluvio di lagrime, la fanciulla portò gli elementi della propria difesa, dovemmo one- stantente rinfoderarci la grave sanzione perchè terrore era dell'abbonato che aveva dato in- dicazioni confuse e contradditorie. Non abbiamo voluto con questa nota infie- rire contro 11! gentile abbonata di Cagliari Ma abbiamo còlto volontieri la palla al balzo per invitare tiìtti gli abbonati ad essere ben chia- " e precisi nell'esprirtiere i propri desidèri e, sopratutto, ad essere un po' meno severi ed esigenti quando le apparenze possono dare luogo a qualche malcontento. Si tenga conto finalmente che il contenta- re una clientela per massima parte femminile Ja quale non limita i propri rapporti col gior- nate all'invio del vaglia o alla notizia del cam- biato domicilio (come avviene per gli altri giornali) ma che scrive per migliaia di desi- deri, anche d'indole privata, non è impresa troppo facile ! F. I. . Milano. — téo della tavola » : E' verissimo che a Napoli molti mangiano gli spaghetti « I L FORMATO DEL GIORNALE E UNA PROPOSTA CONCILIANTE: A quanto risulta dalla « Piccola Posta » son già molte le tue lettrici (o meglio lettori d'ambo i sessi) che si mostrarono contrarie al tuo formato. D'altra parte non discuto sui motivi che ti rendono.... imperturbabile nel mantenere in- .'ariate le dimensioni. Ciò non toglie che il formato (adatto per riornali quotidiani) non sia troppo pratico per yt i coli che necessita conservare, per avere sot- t'occhi specialmente le ricette al momento di applicarle. Ecco, dunque, una proposta conciliante, che se la pubblichi non originerà certo una po- lemica fra le... formaliste brontolone. A dir il vero, brontolare in questo caso è a tutto tuo onore perchè significa il desiderio di conservare articoli tanto interessanti, pratici, utili. Le inserzioni a pagamento contribuiscono LIEVITO PER FAMIGLIA - 10 buste con ricettano lire 6 franco nel Regno: Farina- eia t ronza. - Rovereto. ìti'i LA MASSAIA MODERNA adotta in T m ^ a gii « Aromi Dahò » di pure finissime erbe aromatico-odorose polverizzate in dosata mi- scela — Economizza più costosi condimenti migliorando ogni cibo più fragrante, appe- titoso, digestivo. - Inviansi campioncini assaggio otto diverse specialità franco porto — vaglia o francobolli ^ contro asse- T L " ? p i ù - — D t t a C- Dahò Via L. Tolstoi, 17 - Milano. e C. (*) Preghiamo di aggiungere sempre, dopo la firma, la città. Le buste vengono gettate via sùbito, e quando poi — magari qualche giorno dopo — si va per rispondere in P. P., non si sa più la provenienza. g r a st i Senza alcuna spesa, tutti i lettori del presente periodico, potranno ricevere, noi appena pronto un bellissimo ALMANAC- CO illustrato a colori stampato in Foto lito, per l'anno 1932. Prenotatelo subito ritagliando il presente buono da incollare su semplice car- Ima postale col vostro esatto indi Serie "<» rizzo e inviatelo ami- A Buono D l t t a F - Doratevi e C. per una copia Via Pisacane, 19 gratuita almanacco 1932 Milano • "t s «;l i i b Al Suo quesito di « Gala- ! 8 ' maccheroni con forchetta e Abbiamo man- ' ctiechiaio : cioè valendosi d'i quest'ultimo, te- - messo regolarmente ! i ; l t ° con la sinistra, per facilitare l'arrotola- l " n o T r i ì oT 2 V n° f a b , T m e n t 0 ' . ™ m e L e d a - , , M T i i e I l a h l " S a pa«a asciutta che va fa- Tue s to Suo n f b o ^ " ' : h / T r r a - , , '"' f o r c h e t t a ' P » ™ estremità Questo Suo abbonamento dal Congo è uu'al- ! della punta sul cucchiaio. Però questo mode tra prova tangibile della diffusione che il no- non è elegante; nè sarebbe poss iMe attnarlo LA CASSA DI RISPARMIO RACCOGLIE IL DANARO DEL RISPARMIATORE, LO CUSTODISCE E LO AUMENTA. Deposeitat i vositr rispairm aall Casas di Rispaormi dell Pro. v Lombeard Fondata nel 1823 -SEDE CENTRALE IN MILANO VIA MONTE DI PIETÀ N. i Depoisit a rispaormi ai 31 genonai 1913 L . 4 . 300 . 000 . 00 Erogazioni in beneficenza L. 290.000.000,
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy MjgyOTI=