LA CUCINA ITALIANA 1934

LA CUCINA ITALIANA aveva ascoltato la conversazione H ri- volge al marita e viario gli dice: — Perbacco! Vedi quei giovanotti? Sembrerebbero tre versone della più alta società eppure non sono che due camerieri e un cuoco. — Come ? Hai già finito le tue ciocco- late ? — Oh, no, mamma ! Sono quelle della mia sorellina! — Ecco il nonno, Pierino, sii gentile con lui. — Lo fui anche l'altra volta che l'in- contrammo, m a mi dette ugualmente due soldi. Un contadino entra in un negozio di ricami, merletti, ecc., e chiede: — Si può avere una minestra in brodai Lo stupore dei commessi è grande, le signorine del negozio prorompono in una sonora risata. Finalmente uno esclama: — Ma non siamo mica in una trat- toriat — E allora, — chiede adirato il con- tadino, — perchè esporre in vetrina quel cartello « Broderie »? Molti anni fa, in un caffè di Geno- va, diversi amici fra cui L. A. Vassal- lo (Gandolin.) parlavano allegramente di cucina e di piante gastronomiche enumerandone le loro proprietà. A un certo punto, Gandolin, che fi- no allora era rimasto estraneo alla conversazione esclamò; — Non potete immaginare, disse se- rio serio, quanto l'aglio sia traditore. Eccovene una prova. — E in un fo- glietto di carta scrisse: Se fr a tigri e leon cadrai per «baglio. Fidati men di tutti del .... — Vediamo un po' — soggiunse por- gendo lo scritto agli amici — se siete capaci di terminare il secondo verso. — Ma cosa c'entra questo? — escla- marono stupiti. — Vedrete che c'entra — replicò Gandolin. Ma per quanto gli amici si stillassero il cervello, nessuno riuscì a trovare il finale del secondo verso. — Allora ve la dirò io — esclamò. — S' tanto facile: ite fra tigri e leon cadrai per sbaglio, Fidati men di tutti del coniglio. — E chi la trovava? — gridarono ad Una voce. Noi si cercava una rima in aglio! E Gandolin ridendo: — Siete persuasi ora che l'aglio è traditore?. » * • Sulla porta di una bottega di generi diversi, in un villaggio del Piemonte, si legge la seguente insegna: *Qui si vende latte per petrolio ». — Ecco,, cara, desideravi tanto dei cioc- colatini, ed io ho pensato di regalartene alcuni unendo l'utile al dilettevole. Sono purgativi. La signora Cuxioisetti, romana, i entrata nel suo nuovo appartamento che ha una camera, con una porta, chiusa a chiave, in comune con l'inqui- lino vicino. Sì capisce che sua prima cura è stata quella di guardare nella toppa, per vedere quel che accade daWaltro lato dell'uscio. Ma tutte le volte che ha provato s'è dovuta ritrarre, escla- mando: — Ammàppelo, si che sfacciato. Che è sto signore! Lo trovo sempre co' l'occhio appiccicato datt'artra parte de la serratura! Volete restare £ pranzo con noi? Temo df essere indiscreto. Va bene. Allora sarà per -un'altra volta. Tre giornalisti si siedono a un ta- volo di caffè e incominciano a chiac- c hierare: — Che fai tu ora di bello? — Io faccio la Camera = H E tu? —- Io faccio i Salotti mondani. — E tu? * — Oh io io sempre lo stesso lavoro dell'anno scorso: faccio la Cucina. Una signora che dal tavolo vicino FANNY D1NI Direttrice e gerente responsabile Stabilimento Tip. del « ruomaie «l'Italia » ROMA • Corso Umberto, Palazzo Sctarre

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