LA CUCINA ITALIANA 1938

LA CUCINA ITALIANA - Pag. 32 wvvwio/vvvvvvvvvvvwtaw Novembre 1938 -XVII sciuperete subito, slabbrando le cuciture e d'al- tronde* credeteci, non è bello nè fine vedere la mano compressa, il guanto aderentissimo, teso, con le dita simili a salsicciotti (scusate il paragone un po' prosaico ma... calza a pen- nello). Un mezzo numero sopra, ed ecco una mano morbida, che si muove liberamente, e non perde nè vitalità nè grazia. Le signóre che hanno la mano un po' grande devono evitare i guanti chiari, troppo guarniti e soprattutto troppo impunturati a giorno e trasparenti. Al contrario di ciò che avviene per le calze, i guanti trasparenti ingrossano il polso, il pu- gno e la mano. I guanti bianchi se rigati con impunture nere sul dor--o attenuano molto la mano grande. Il guanto grigio perla ingrossa la Jriano più di quello color tortora. Come v'infilate i guanti? Da ciò dipende (spe- cialmente quando son nuovi e durante i primi tempi che li adoprate) la loro durata. Prima di tutto non sdegnate di adoprare l'allargaguanti, che è un semplice oggetto di legno, in vendita, a poco prezzo, in ogni negozio di guanti, e che ogni signora dovrebbe possedere. Passate que- sto doppio bastoncino di legno, accuratamente, in ogni dito e allargatelo dolcemente e ugual- mente, da cima a fondo, senza sforzo; questo ammorbidisce la pelle e non sforma il guanto. Abbiate cura di mettere un po' di talco den- tro ai guanti, e asciugatevi bene le mani prima di calzarli. Adesso infilate nel guanto le quat- tro dita e, per ultimo, il pollice senza tirare il fondo del guanto, ma facendo come un mas- saggio ad ogni dito con l'altra triano libera finché le avrete ben calzate tutte e cinque. Do- vrete infilare prima il guanto destro, perchè la mano sinistra, libera, vi venga meglio in aiuto. La mano destra poi: e anche se è inguantata sarà sempre più abile della sinistra. Per togliervi i guanti rovesciateli, come una pelle di serpente: non li levate mai, tirandoli come tutti fanno, per le punte delle dita. Ciò fa scucire il guanto dopo una volta o due che 10 portate! Lasciate asciugare i guanti; la mano traspira sempre un poco, anche nella stagione fresca: se per disgrazia avete mani che sudano, polverizzate ogni volta il rovescio dei guanti col talco; altrimenti la pelle di essi si accar- toccia e indurisce. Per conservar bene i vostri guanti, teneteli in una scatola lunga, stesi, e in- cartate ogni paio a sè perchè la varietà dei colori, può nuocere e i più scuri possono mac- chiare i più chiari. Se non vi è gradito l'odore di cuoio o di pelle che quasi tutti i guanti hanno in sè, met- tete nella scatola un mazzetto di spigo secco che spanderà un profumo tenue ma persistente e che non deteriora i guanti. COME SI PUL I SCONO I CAP PEL LI DI FELTRO Succede spesso che un cappello di feltro, portato una stagione, perda ogni freschezza e ci appaia inadoprabile. Eccovi, senza la spesa di una « rimodernatura » dalla modista, qualche in- dicazione semplice e poco costosa, per rime- diare da voi stesse a questo inconveniente di... stagione (poiché, purtroppo, colle piogge e il freddo quasi invernali di questo scorcio d'ot- tobre occorre pensare a rimetterci i cappelli, per qualche mese almeno, rinunziando alla così comoda moda che li aboliva!). Se si tratta di un feltro nero che ha perso 11 lucido ed ha preso un'opaca tinta gialliccia; lo rinfrescherete facilmence sfregandolo bene con una soluzione di soda: due cucchiai da mi- nestra, in un po' d'acqua tiepida. Per ravvivare gli altri colori fare lo stesso lavaggio con ammoniaca diluita in acqua. Quando il feltro è proprio in brutte condizio- ni occorrerà, cambiando il panno più volte, sfregarlo" bene con un cencio imbevuto di una soluzione composta da 50 gr. di ammoniaca, 20 gr. di sale grosso e 60 gr. di _ alcool. Se il feltro è molto spesso, si potrà anche tuf- farlo del tutto e lavarlo bene in un decotto di foglie di edera. Ma occorrerà assicurarsi pri- ma se la qualità del feltro regga a questo la- vaggio completo. Se si tratta del cappello di vostro marito... potrete smacchiarlo con cura, sfregandolo leg- germente con della benzina rettificata, e quindi inodora : abbiate tuttavia curi di interporre fra il feltro ed il nastro che lo guarnisce, un grosso foglio di carta assorbente perchè spesso la seta scolora e macchierebbe il cappello. Pazienza PieC011 k\m s ! UTILI Centes imi 7 0 la parola (Oltre la tassa erariale dèl l ' 1 . 80 per cento) G I O I A IN F A M I G L I A con una Ca s s e t ta Mo t t a in occas i one di u na f e s t a, una r i co r r enza. Ri c co e conven i en t i s s imo as- s o r t imen to del le squ i s i te spe c i a l i tà : pa- ne t tone, pan f ru t t o, ma r r o ni a l l iquore, t or rone, DomDoniere, s puma n te Mo t t a. Ca s s e t ta da L. 60, e L. 100, più spese di t r a s po r to in l i re 12,50 e L . 16. Spedi te Vag l ia a Mo t ta P a n e t t oni S. A. - Vi a le Cors i ca, 21. Mi l ano. G R A T I S c amp i onc i no ol io o l i va genui no spec i a l e. P r em i a ta F a t t o r i a Dan i e l l i. Bu t i (Lucca ). . 25-30 G I O R N A L I E R E guada gn e r a nno am- bo sesso dedi candosi pi eduzione l avoro f a c i le propr io domi c i l io. Opuscolo gra- t u i t o. - Camp i one l i re due. Manìs. Roma. ATHOS GASTONE SANT I , Diret tore- FANNY DINI, Condì re t t r i ce & ge r ent e. Stab. Tip. Ditta Armani di M. Courrier - Roma ' Z u c c h e LO ZUCCHERO E' UN ALIMENTO FONDA MENTALE DELL'ALIMENTAZIONE.DOTA TO DI ALTO POTERE NUTRITIVO«. Vafquanto'dire.'.efienor,le•'un<• condimento\ma<••& ou7 à l i f n e n h p e r s e s t e t i c r . c f i e accresce tlpctere^ nutritiva diluite. He <mnpau/ziani,alle quali p a n ' <3, ip&cie l e marmellate , k . frutta. scirop= ' ' K LA QUOTA DI ZUCCHERO d e v e e s s e r e tenuta costante in- tutte te atìmeri? fazioni, c o m e una, quota, neozteaAa, atta miri* zione > d i s i c u n ? p o t e r e corroborante, e d equi* l i b r a t o r e d e l l ' o r g a n i a m o .

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