LA CUCINA ITALIANA 1942

CONSIGLI I RICETTE I N U N C D 1 I D . D I L E Z I O N I M I L A N E S I A Mi l ano, ad iniziat iva della « Rina- scente » e negli stessi locali del grande empor io, la signorina Craveri ha tenuto un corso di interessanti conferenze di economia domest ica. Fra- i consigli spic- cioli forni ti nel le piacevoli ed ut i li lezio- ni ricordo quel lo di r iut i l izzare le calze rot te: quando son rotte nel piede la si- gnorina Craveri consiglia di ri fare la suo- letta ut i l izzando quel la d ' un al tro vec- chio paio: quando le calze sono rotte nel le gambe è bene farne strisce e lavo- rarle come .lana, per farne pantofole o stracci per il pav imento. (Ri corderete che qualcosa in proposito già vi avevo sugge- rito nella « P o s ta di N i n a » ) , In queste pantofole la suola è fatta a treccia (a quat t ro) girata e rigirata e cuci ta. Ci rca la tomaia, si deve primai fare un model lo con carta qualunque, desumendolo dal la misura di un paio di scarpe vecchie. La signorina Craveri consi glia le signo- re e le signorine di dedicarsi « coraggio- samente » — ossia senza preoccupazioni per l ' integr i tà, che sarà sempre salva, del le bel le manine — alla fabbricazio- ne casal inga di scarpe da donna. Bastano pochi chiodi, ago, fi lo, e due zoccoli or- topedici di legno. Ricopr i re ognuno di essi con 60 cent imet ri di stoffa di fusta- gno. Si me t te lo zoccolo su un giornale, si ricava il model lo che poi si ritagl ia nella stof fa: si appl ica con due chiodi e due punt i. Al la suola, appl icare del le stri- sce di cuoio o di copertone da biciclet ta. La tomaia si fa a piacere, a strisce in- crociate. Quan to al le pantofole, le cui suola so- no di fogl ie di grano turco intrecciate a 4 capi e gi rate f ino a formare una suola fermata con punt i, vi si applicai per far la tomaia qualunque stoffa di creton, di canapa etc., che abbiamo in casa, pur- ché sia resistente e possibi lmente di co- lori v i vac i. Pantofole da riposo Iniziare il lavoro met tendo su dei fer- ri n. 2 1/2 con della lana scura, grossa a 4 fi l i, n. 45 magl ie circa. Lavorare tut to di r i t to per 6 cm. e proseguire quindi con la lana chiara: 1° ferrto: tut to di r i t to; 2 ° ferro: IO punti di r i tt i, 25 ro- vesci, 10 di r i t t i; 3 ° ferro: come il pr imo; 4 ° ferro: come il secondo, ecc.; cont inuando per circa 3 cm. Lavorare a parte separatamente i pri- mi e gli ul t imi .10 punti tut ti di r i t to, tralasciando i 25 del cent ro che si rac- colgono su di un fi lo. Si prosegue f ino ad arr ivare alla punta del piede (circa .1.5 c m . ) ; si raccolgono quindi insieme al le .10 magl ie, ijna ma- glia ogni ferro fatto, trasversalmente, f inché si arriva a r iprendere le 25 magl ie lasciate indietro. Raccogl iere le al tre ma- gl ie t rasversalmente dal l 'al tra parte f ino Oi ' ad arr ivare alle ul t ime 10. Lavorare tut to insieme per 3 cm. cir- ca poi diminui re .10 punti per par te sul davanti ógni giro di lavoro f ino ad esau- r imento del le magl ie. Fare a parte il bordino scuro da ap- pl icare davanti (oppure lavorarlo dopo aver raccol to le magl ie) e, pure a parte, lavorare il bordo al to da met tere intor- no come r i f ini tura. Mont a r le su suola di sughero r icoperto o feltro. Vo l endo si possono foderare con pel l iccia e chiudere con cerniera lampo o ganci. Per conciare pelli di coniglio in casa Lasciare a bagno per due giorni le pel li secche, stropicciandole di tanto in tanto. Con estrema cura pr ivar le di tut ta la pel le, grasso e parti di carniccio, la- sciando aderente al pelo un solo leggie- ro strato di pe l le che lo unisca. Me t t e re a bagno la pel l iccia per al tri due giorni in un l itro di acqua, un et to di al lume di rocca e mezzo et to di sale da cuc ina, stropicciare di tanto in tanto. Stendere la pel le col pelo in giù su una tavolet ta di legno, fissandola con chio- dini. Quando è asciutta batterla con un bastoncino perchè si rialzi il pelo. Come st preparano le suole di feltro Si prende la misura del piede, appog- giandolo, senza scarpa., su di un fogl io di carta e passandovi un segno con la mat i ta tut to intorno. Ri tagl iare il model lo della soletta e con la stessa misura tanti strati di fel t ro di cappel li vecchi, bagnati e st irati piat- ti, di pezzi di stoffa pesante o, altro. Si sovrappongono i pezzi di stoffa e fel tro, si imbast iscono tut to intorno e si t rapuntano con spago, a f i l zet te re- golari che rendono le suole sol ide e re- sistent i. Fra le r icet te di cuc ina suggeri te, stral- cio le seguent i: Salsina per molti usi Fecola, 2 cucchiai. Versare sulla pol- vere 3 bicchieri di acqua, r imestando per- chè si sciolga bene. Cuocere, sempre ri- mestando, per circa 20 minuti e uni re allora altra acqua o meno, secondo la densità che si vuol ot tenere (general- mente quel la di una buona maionese), te- nendo però conto che raf freddando la salsa sol idifica ancora. Aggiungere il sugo di un l imone, parecchio prezzemolo tri- to e, se l 'avete, un uovo; sale a suffi- A T HOS G A S T ONE B AN T I , Direttore F A N N Y DI NI , Condirettrìce e gerente Stab. Grafico F . Capriotti • Roma c ienza. Si serve sui pesci o sul le verdu- re lesse ( fagiol ini, carote, patate, e c c . ) . . Pesce in forno Non occorrono per preparare questa pietanza, dei pesci f i n i ; comprate del le sardine o del dent ice a fet te o qualunque al tro pesce. Pul i telo, squamatelo e to- gl ietegli le lische, poi accomodatelo in una tegl ia con cucchi a i ate di ol io cru- do, spicchi d' agl io pestato, ol ive nere e cucchiaiate di salsa di pomodoro. La cot- tura deve essere lenta. Torta di zucca Zucca 2 chi l i, pane grat tugiato una scodel la, essenza di mandor le amare un t u b e t t i J ; 3 i trova nel le pr incipali drogher i e ), zucchero gr. .150, oppure 3 et t i circa di miele, che però confer isce alla torta il suo carat ter ist ico sapore, ca- cao dolce gr. 50, oppure un et to di fa- rina di castagne o nul la. Cuocete la zucca, pul ita e tagl iata a pezzi, in poca acqua f inché si rammor- bidisca al massimo. Spappolatela al lora con una forchet ta tanto da renderla si- mi le a una crema omogenea. Un i te il ca- cao, lo zucchero, il pane grat tugiato e l 'essenza di mandor le amare poco per vol ta e assaggiando di tanto in tanto per non sbagl iare la dose del l 'aroma. Cuo- cetela in forno in una tegl ia imburrata e cosparsa di pane grattugiato. Si guar- nisce a piacere. Castagne alla vainiglia Lavare le castagne secche lasciandole a bagno in acqua calda f inché si stacchi- no tut ti i residui di pel l icole. Me t t e r le a cuocere appena coperte di acqua con un pizzi co di bicarbonato di soda, un po' di vanigl ia e zucchero. A cottura ini- ziata met tere nella cassetta di cot tura per 4 ore. Oca in forno con palate o rape Si pul isce l 'oca come tut to l 'al tro poi-, lame facendole un tagl io in basso ed estraendone gli intest ini, il fegato dal quale si togl ie la bile senza romper la, il vent r igl io che si pul isce del la pel le ru- gosa che lo riveste internamente e che cont i ene sabbia, grani spezzati e al t re impur i tà. Si passa poi alla f i amma per bruciacchiare i peli e poter togl iere i pezzet ti di piuma che sono rimasti e la pel le del le zampe. L 'oca così pul i ta si lava, si priva del grasso eccessivo che si adopererà poi co- me altro grasso qua lunque per fr iggere, si r iempie di patate sbucciate o di rape, si sala e si cuore nel forno, coperta d'ac- qua," in una tegl ia. L 'oca è pronta quan- do le patate o le rape ne l l ' interno sono per fet tamente cot te.

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