CALESTANI - Osservazioni - 1655 copia

f^L ***** È • 120 Ofleruâtioni 4 • » . . . ; • ; , . . . - -Mcfne neffuo Antidotario, chea conferuare quellifi pongano in alcun vafo di vetro-, che/iabb'ala boccaftreita » &fopra vifiitillio'io, poifi chiuda, & ti metta al (ole per quaranta giorni, in quefta s uifa tutte te infnfioni, &: fucchi fi poffono con eruare. Laquirìta, cV vin'ma, 1. quale del tempo, che fi debbano fare ifiropi,& altre potio- ni èjche fi debbono fare nel terapo,nelqua! tepiantehanno più virtù,& efficacia. • : . . • • ' . - • . • - . . . • ; . • ' t . . . • . . . . - • - . i „ ^ DÌ hocchi* aff* À'JÊBitltFJi « . . . • . • ì Velia forte dì me^icine^che gli Arabi chiamano locchi,&: i Greci eclegmi,& eciifta, & r Latfnf ifn<5l:\| «che fi pigliano in bocca a modo dilambhc,& leccare, & a poco,a 'poco,.li laotiano defctr-dère nella canna delpolmone. ' . ' ' Sono femplici, & compofti . I femplici fono prepacati conia decozione, òcol fLiceo dì •alcuna medicina lòìarcome zuccaro, mele, ò con altro liquore. I compofti riceuano gpm- *ÎTΣ frutti^ &£ "iromati La forma ò corpo loro e nel mezzo tr a quella, de-gir (Tropi, oc meno de gii eleo itiari) perche hanno \ ìù corpo, che gliffropi, &meno de gli elettuarij, acciuche non fu– ggii ino di bocca % come glifiropi, & non fiànd difficili a penetrare nelMrrei ia^ome gli elee- -tuani « Rimenanfi poi che fono cotti nel calderotto» accioche diuenghino bianchi , & cofi fia- no all'occhio più piaceuoli: ptreioche vfandofi fpeffo,effendo altrimenti, verrebbono age- uolmcn e afoltidio. Durano i iemplici vn^annonella lor perfettione . I compofti fino adoi,eccetto quelli, che hanno mandorle? pignoli, pittacchi, &fimili, che inuecchiario. Si ripongono ne vafi di terra mnet nati» s : . .- . • • * , " * • i ' • " - ï ••-• • • • * . ; *•' . T V f » T^J " * ^ - & JjcgliEwttUâyif* r~ .. . W * % A.- • - - , . . - - • < > ' - . t i Elettuarij fono quelle fpeeie di medicine > che i <5reci chiamano antidoti, _.' i quali erano di'varie forte. No i le ridurremo a elettuarij grati , Se piaceuoli al gufìo: a elettuarij amari ,& ingrati, & a purganti, &folutiui, alle theriache , & final– mente a gHeléttuarijofieruati, & cofi fecondo qticfto ordine gli defciiueremo a loro luoghi » * • - ' • • • Si compongono di varie, ôc moire medicine particolari^equali tuttefi debbpno elegge– re con grandtffimadiligenza, & preparare per le regole lopradette. f Mcfeolanfi le fpeeie col zucchero, ò mele, tanto cotto, che ponendoiii le fpeeie hab- bino vn corpo ragioneuole» & chefi poffono^ò ingiottire, ò ftemperare, fecondo che farà demeftieri: allenendo dall'altro canto, che il zucchero ò melefia tanto cotto, che pof* fi conlèruarfi fenza inforcare , ò muffare, che farà quandofia vicino alla cottura dÇ_A 421 tìiODI » •" * • "' *' l a quantità delle fpecie^chefi deue porre in ciafcunò 3 il più delle voire ê determinato nelle ticette : & quando non è determinato, ò che dice mele, ò zuccharo quanto baila , fi pone oncie tre di fpetie, per lira, & ne gli elettuarij piaceuoli due onde. Il tempo dimettere le ipecie è, quando il zuccharo, òi l mele è cotto, & fpumato, & chefi leua dal fuoco mettendolo a poco a poco, & rimenandolo tanto chefi mefcoli per– fettamente . Conferuanfiin vafi di terra inuetrïati,outr di piombo ben turati. Durano lielettuarijpiaceuoli vn anno, gli amaridoi^& gli folntiui vn f anno,& la teria– ca dura infino a venti anni, & gli altri oppiati dieci, & non fi debbono vendere fé n o t u hanno Cd mefi, fé già il Medico non gli ordinale. Delle fpeciede elettuarij piaceuoli fi fanno alcune volte demorfelli , & fcccacie- t e, n e i qualifi mette vnameza oncia di fpecie per libra di zucchero cotto a forma di manu/chrifti. • • t i l ì I • J * • • * Deli

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