GIAQUINTO - Cucina di famiglia e pasticceria - 1931 copia

366 ed in abbondante strutto finché divengano di un bel calore d' oro chiaro. Ciò fatto si prendono 260 gr. di miele chiaro, si fa scaldare in un caldaino o polzonetto (od in man- canza di questi in una casseruola) e quando è ben liquefatto ci si grat ta dentro la superficie di 3 o 4 be l li aranci freschi, di scorsa grossa (1). Si aggiunge al miele 150 gr. di scorzetta d' arancio e cedrato candi ti tag l iait in quadrett ini pi cco l i ss im,i e dop o quésti si get tano nel recipiente del miele anche g li struffoli f r i t t.i Si mescola tutto ciò con una cucchiaia di legno, — nuova, affinchè non contenga grasso — e si cont inua a mischiare adagino e con maniera per non schiac- ciare i pezzetti di pasta, finché questi assorbino completamente il miele. Quando si vede che g li struffoli sono restati asciutit a quasi, versate tutta la massa sul piatto da portata e con le mani alquanto bagnate nelì' acqua, foggiate una pi ramide e lasciate freddare. (1) Questo lavoro si fa bene con un pezzo di vetro al- quanto erto.

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