RENGADE, I bisogni della vita, 1887 copia
674 I BISOGNI DELLA VITA si mostra e non abbocca più. Verso mezzogiorno si fa più raro, e non riappare che verso sera, dopo le tre, quando sente nuo vamente gli stimoli dell’appetito. In tal ora, sopratutto se il tempo è cattivo, voi potreste ve ramente porre ancora riparo all’eventuale insuccesso del mattino con una miracolosa cattura; ma per ostinarsi dietro i ghiozzi ri calcitranti tutta una giornata, con un caldo tropicale, bisogna èssere pescatori arrabbiati. Bisogna unire alla esagerata passione dell’arte, una forte dose d’amor proprio o di testardaggine, per continuare a tenere con mano ferma la canna di bambù mentre i lampi squarciano le nubi, una pioggia torrenziale vi bagna sino all’ossa e sul vostro capo rumoreggia il tuono! Siete voi di costoro? In tal caso non rincaserete senza por tare una frittura; poiché è senza dubbio alludendo ai pescatori, che la saggezza delle nazioni ha detto : « la fortuna viene a chi non si stanca ». Se invece, benché amatore sfrenato, sdegnate le modeste sod disfazioni di chi pesca colla lenza e non gustate che le forti emo zioni della pesca colla rete, allora non è più la pazienza e la rassegnazione di cui avrete bisogno, ma l’attività, il coraggio, e meglio ancora una salute a tutta prova. Per maneggiare, od anche per portare semplicemente una rete, i lembi della quale sono quasi sempre guarniti di una pe sante corona di palle di piombo, è veramente indispensabile pos sedere non solo una certa qual forza muscolare, ma essere altresì insensibile in qualunque tempo ai perniciosi effetti dell’ acqua fredda; non peritarsi di gettarvisi ad ogni istante, di restarvi, di uscirne per gettarvisi nuovamente e di rimanere inzuppato una intiera giornata colla perenne minaccia di buscarsi un reuma tismo o una pleurisia. Se siete dotati di un simile temperamento e non vi spaven
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