RENGADE, I bisogni della vita, 1887 copia

L’ARTE DI ESSER FELICI 675 tano queste condizioni, voi farete certamente delle pesche ecce­ zionali, e ne potrete ricavare piacere e lucro. Ma questi vantaggi compenseranno poi le fatiche sopportate, i pericoli corsi, e questi piaceri grossolani, acquistati a così caro prezzo, valgono forse il dolce diletto e le facili gioje che procura la pesca colla canna? ATTREZZI DI PESCA. Lenza galleggiante. — Per divertirsi a prendere il pesce non occorrono molti arnesi. Una canna leggiera e flessibile, a un capo della quale pende un lungo cordoncino di seta o di crine; al- l’ estremità libera di questo Alo, uno o due ami ben piombati e sostenuti da un galleggiante di sughero, ecco quanto basta, insieme a un po’ di pazienza e di destrezza, per compiere meraviglie in riva a un fiume o ad uno stagno. La lenza costruita in tal guisa, è la più elementare e la più usata. Tanto se la canna è fatta con un semplice ramo tagliato da una siepe, come se è fatta con un superbo bambù a pezzi rientranti l’ uno nell’altro, o che gli ami o il cordoncino siano più o meno fini, la lenza è sempre quella, e con tale arnese, se appena si è capaci di servirsene e si ha cura di munire l’ amo di un’esca adatta al tempo e alla stagione, si possono catturare quasi tutte le specie di pesci d’acqua dolce. In qualunque luogo si abbia intenzione di farne uso è neces­ sario per primo scegliere bene il posto dove si deve pescare. Di solito si cava maggior profitto gettando la lenza in un’acqua calma e che scorra tranquilla, sopra un letto di sabbia o di pic­ coli sassi, lungi da qualsiasi ostacolo, da erbe ondeggianti, da ra­ dici, da tufi, ai quali possano apprendersi gli ami. Dopo aver disposto il galleggiante in modo che mantenga l’esca a una breve distanza dal fondo, con delicatezza e senza rumore

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