RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia
terra ravvicinati gli uni agli altri, e rivolti a tramontana nei luoghi caldi, ovvero a mezzodi nei luoghi freddi. Dis posta una prima fila, si fa un secondo solchetto, quasi contro il primo, gettando la terra di questi sulle radici dei cavoli disposti in prima fila, e si colloca in questo nuovo solchetto una seconda fila come la prima, coi cesti co ricati sui torsi di quest’ultima ; quindi un nuovo sol chetto, nuova terra sulle radici del secondo, e così di seguito fino all’intero collocamento di tutti i cavoli. Se il freddo minaccia di essere molto intenso, si spande sopra i cesti uno strato di foglie, che si rimuove tosto che la temperatura diventa più mite. A questo modo vengono conservati molto bene dai nostri ortolani che ne forni scono il mercato. Il C a v o l o d i B r u x e l l e s — Chou de Bruxelles — (Brassica oleracea gemminifera, De Candolle) (fig. 149) — somministra una delle verdure le più ricercate che si possano avere durante l’inverno. Questa pianta, che fu per lungo tempo una specialità del Belgio, come lo dimostra tuttora il nome che trae della sua origine, può essere da noi coltivata con pari successo, non essendo punto difficile sulla natura del ter reno, perchè se prospera bene nelle terre sostanziose e fresche, riesce pure discretamente anche nei terreni magretti. Il cavolo di Bruxelles si semina dalla metà del mese di aprile fino alla fine di maggio. Dapprincipio si diradano le pianticine perchè possano crescere liberamente, e quando desse hanno raggiunto circa un palmo di altezza, si trapiantano lungo le aiuole preparate, alla distanza di 50 centimetri ognuna (fig. 150), ovvero anche in qua drati colla stessa distanza. Subito dopo il trapianto, verso sei^i'isi somministra loro un copioso innaffiamento, il — 290 -
Made with FlippingBook
RkJQdWJsaXNoZXIy ODkxNTE=