RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia

— 348 — ed aprile, si collocano in un luogo più fresco, usando loro le stesse diligenze che abbiamo suggerite per le prima­ ticcie. Appena fatto il primo raccolto in istato verde, coloro che intendono avere una riproduzione di fave tardive ta­ gliano i fusti al^altezza di 5 a 6 centimetri sopra il suolo, e se la stagione corre favorevole, cioè non soverchiamente arida, le piante ricacciano di nuovo e danno un secondo prodotto tardivo. Si scelgono per le sementi quei gusci o baccelli più belli e compiuti, e i primi a maturare sovra piante robuste, sulle quali si lasciano disseccare, in seguito si raccolgono e si conservano possibilmente nei loro baccelli, non sgra­ nandoli che al momento della seminagione. Le estremità tenere delle fave smozzate si possono al­ lestire in cucina al grasso od al magro; desse riescono un cibo delicato e sano ; si mangiano i gusci appena giunti ad un terzo della loro grossezza nella stessa guisa che si mangiano i fagiuoli col guscio ; infine, appenagiunte presso il loro intero sviluppo, si mangiano i semi sgusciati, ai quali si dovrebbe sempre tór via loro la buccia o pelle, perchè piuttosto dura e di difficile digestione. Le varietà più apprezzate sono : La fava comune, o fava da orto, molto produttiva, coi semi grossi un po’ allungati e bianchi. — Fava di Windsor. Questa varietà è forse la più voluminosa che si conosca, i suoi baccelli sono grossi, cosi pure le sementi, le quali sono rotonde, schiacciate e di color giallognolo. — Fava di Windsor verde, molto rassomigliante al­ l’antecedente per la forma e grossezza dei baccelli, solo che le sementi conservano il color verde anche in istato secco.

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