RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia

Dopo tre o quattro giorni l’ortolano introduce una mano entro il letto per conoscerne il grado di fermenta­ zione, ovvero introduce in diversi luoghi dei piuoli di legno, i quali ritirandoli ed impugnandoli con un po’ di pratica può benissimo giudicare se il calore interno tro­ vasi fra i 18 a 22 gradi Réaumur, come si richiede. Trovata la temperatura convenevole, prende il suo bianco di fungo, lo divide in tante piccole fette larghe 3 o 4 centimetri, e lunghe 8 o 10; apre entro il letto, all’altezza di 5 a 6 centimetri da terra, tanti buchi alla distanza di 30 centimetri ognuno, introducendo orizzon­ talmente la mano nel letame, ed ivi colloca entro ogni buco una fetta di bianco che ricopre col letame sollevato e riunisce diligentemente la periferia da formare cosi un corpo solo. Molti ortolani sovra questa prima linea cosi disposta tutt’all’ingiro del letto, ne collocano una seconda all’altezza di 18 a 20 centimetri dalla prima, e qualche volta anche una terza, in modo però che le fette di bianco sieno alternate con quelle della fila di sotto. Ultimata quest’operazione, si ricopre l’intero letto con uno strato di 10 a 12 centimetri di letame grosso. In capo a dieci o dodici giorni, si visita il letto, solle­ vando la copertura di letame dal basso, e se nei luoghi ove venne collocato il bianco appaiono dei filamenti bian­ chi, in allora la coltivazione è assicurata ; in caso contra­ rio devesi conchiudere che il bianco è di cattiva qualità, e si dovrà ricominciare l’operazione, locchè succede assai raramente se il lavoro venne eseguito con diligenza. Quando i filamenti si mostrano sovra tutti i punti, ove venne collocato il bianco, si scopre interamente il letto, il quale s’innaffia leggermente col pomo dell’innaffiatoio, e si getta sovra l’intero letto un leggero strato di terra fina normale, frammista con terra vecchia di letto caldo che servi per forzare i vegetali. Collocata questa terra, ed — 365 —

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