RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia

— 364 — ombreggiato, o meglio ancora presso un muro esposto a tramontana. Ivi col letame trasportato prepara primiera­ mente un cumulo della larghezza di metri 4,50 a metri 2, dell’altezza di metri 4 e della lunghezza indeterminata. Nel disporre questo letame si separano le pagliuzze, strame od altro non suscettibile a decomporsi, e col tridente si colloca uniformemente per strati. Ultimato il cumulo, l’or­ tolano vi sale sopra e lo comprime fortemente calpestan­ dolo, indi lo innaffia abbondantemente con orina di stalla un po’ diluita con acqua, e lo calpesta di nuovo. Dopo otto o dieci giorni si disfà nuovamente, incominciando da un capo per rifarlo li presso, procurando nel rimescola­ mento di collocare nel centro la parte esposta esterior­ mente, acciò la decomposizione abbia luogo in modo uni­ forme. Otto giorni dopo questo secondo rimescolamento, il letame trovasi in istato appropriato per formare il cosi detto letto dei funghi. L’ortolano ne prepara in allora uno o più secondo il bisogno, mediante il letame confezionato come sopra; lo colloca in luogo ombreggiato, evitando però quei siti ove l’acqua può soffermarsi, o quella delle grondaie cadervi sopra. Con questo letame si fanno come dei prismi aventi la base di 60 a 70 cent, di larghezza ed altrettanto in altezza, restringendosi verso la sommità in modo che prendano la forma che gli ortolani chiamano dorso di mulo. Se cotesti letti o prismi sono diversi, si lascia frammezzo un sentiero di 40 centim., per facilitare il servizio. Nel preparare questi letti l’ortolano prende il suo letame col tridente, lo colloca per strati eguali, appianando diligen­ temente ogni strato battendolo col tridente stesso. Ulti­ mato il letto, lo ripassa esteriormente e lo pettina, come si dice, cioè toglie tutte le pagliuzze che sopravanzano, ed in seguito ne rende la superficie liscia ed unita batten­ dolo fortemente col piatto della vanga.

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