RODA - Manuale dell ortolano - 1882 copia
si ripongono in sito sano, ove possono conservare la pro prietà di produrre dei funghi durante parecchi anni. Il sig. Joigneaux, nel suo eccellente libro sulla coltiva zione delle piante d’ortaggio, suggerisce un altro mezzo generalmente praticato in Inghilterra, il quale consiste nello scegliere un luogo al coperto, sano, ma non troppo esposto a corrente d’aria, ed ivi radunare al principio del mese di maggio una quantità di letame fresco, cioè un 50 carriole circa; sei carriole di buona terra normale; una carriola di cenere di legno non adoperata per bucato; una mezza carriola di colombina appena estratta dalla colombaia. Amalgamate queste diverse sostanze, si ba gnano con orina di stalla e si collocano a strati in modo da formare uu cumulo della larghezza di 80 centimetri circa, altrettanto in altezza e di lunghezza indeterminata, il quale si comprime fortemente calpestandolo. Dopo 8 o 10 giorni si ritorna a comprimere coi piedi questo cu mulo, ripetendo in seguito la stessa operazione almeno una volta per settimana fino ai primi giorni di settembre. Quest’operazione, continuata per tremesi consecutivi, deve aver ridotta l’intera massa talmente compatta da potersi tagliare in modo regolare e ridurla in pezzi come altret tanti mattoni di fabbrica, i quali si collocano in un luogo sano difeso dai geli, ove si conservano per ben dieci o do dici anni. Procurata, per così dire, la semente, ossia la base per la riproduzione artificiale dei funghi, si addiviene allo stabilimento della fungaia, la quale si può fare per molti mesi dell’anno all’aria aperta, e nell’inverno in una can tina od in un sotterraneo qualunque. Volendo pertanto stabilire una fungaia all’aria aperta, si prende una quan tità di letame di cavallo estratto dalla stalla un mese prima e si trasporta sul luogo che l’ortolano ha fissato per impiantare la sua coltivazione, il quale debb’ essere — 363 —
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