COUGNET DA FLIPPARE- L'arte cucinaria italiana vol II - 1911
622 CAPO XIV. un'utile indicazione per assicurare il loro « a punto ». Sino a clie questo grasso appare torbido, è segno cbe le sostanze emanano ancora dei succhi crudi che, mescolandosi a questo grasso, lo intorbidano ; ina se questo appare chiaro, segno è cbe la cottura è a punto. Questo « a punto » può essere anche controllate o constatato coll’infissione d ’un lungo ago nella massa della terrina ; se questo, dopo il sondaggio, esce egualmente caldo dappertutto, la terrina è cotta. (Questa cottura si effettua sempre nella placca con acqua calda intorno, cioè in bagnomaria. Messa sotto pressione e servizio : Se la terrina dev’essere consumata subito, essa viene completata con della gelatina coperta con un’assicella, e raffreddata sotto pressione moderata. 11 grasso è allora ritirato, il disopra parato, ed il dettaglio si pratica nella terrina. Se essa dev’essere servita intiera, la terrina viene schiac ciata un po’ più fortemente, smodellata, parata tutto all’ingiro, rimessa in terrina su fondo di gelatina rappresa, e circondata da gelatina fusa. Essa è allora smodellata su salvietta, e circondata da crostini di gelatina. Se la terrina dev’essere conservata, si opera come sopra è detto, ma sostituendo alla gelatina lo strutto, e tenendola ben coperta in fresco (V. forni. 2800, a pag. 250 : Pollastra in terrina alla Souvaroff; forni. 2856, a pag. 267: Cappone in terrina; forni. 2970, a pag. 318 : Terrina di fegati di tacchino; forni. 2977, a pag. 326 : Terrina di piccioni). Tettine e Pastelli alla casalinga. Siccome questo libro non è stato compilato soltanto per uso esclusivo dei cuochi, ma anche per le buone massaie che desiderassero iniziarsi nell’apprestamento delle vivande che rasentano i confini dell’alta cucina, così daremo qualche consiglio in proposito. Questi pastelli e terrine si confezionano con qualsiasi carne da macello, di pollame o di selvaggina ed anche di pesce. La loro preparazione è la seguente: Scegliete mi pezzo di vitello magro (noce o filetto); dettagliatelo in filetti spessi come per galantine, conditelo con sale pepe e noce moscata, fatelo irrigidire le stamente nel burro, con un quarto del suo peso di prosciutto e di lardo grasso. K itirate questi e l e m e n t i in una terrina, sdiacciate la saltiera con un po’ di cogngc e di madera (oppure marsala), versate sul v i tello e lasciato raffreddare. A piacere, si può aggiungere al vitello qualche tartufo tagliato a quarti, prima di ritirarlo in terrina. Tappezzate con falde di lardo una terrina, oppure uno stampo da pastello foderato di pasta come di regola; riempitelo con i pezzi di vitello alternati col prosciutto ed i tartufi, versate i fondi sopra, coprite la terrira od il pastello come di pratica e fate cuocere a buon forno. Quando dopo la cottura, la terrina ‘od il pastello saranno raffreddati, finite di riempire con un’eccellente gelatina. Ab biamo dato, come prototipo, una terrina od un pastello il di cui elemento principale è la carne di vitello) ma, come si disse, questa carne può essere sostituita da altra, sia di manzo, che di porco, che di coniglio e persino di lontra o di salmone, come pastelli o terrine di magro.
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