COUGNET DA FLIPPARE- L'arte cucinaria italiana vol II - 1911
DELLA DULCIARIA 629 Alcune Nozioni Pre lim ina r i sulla Pa s t icce r ia di Cucina Ricaviamo ila un articolo ili Mr. Albert Chevallier, l ’ illustre maestro francese, sopratutto in fatto di Pasticceria, queste sintetiche Nozioni Preliminari — comparse n ell’ottimo periodico settimanale parigino Cuisine de fam illes, diretto dalla esimia sacerdotessa di Gasterea : M.me Jeanne Savarin — dove, sia i cuochi principianti, sia le signore che si dedicano a ll’arte di Gliceria e di Galatea troveranno i più utili e pratici precetti n ell’iniziamento della Pastellaria casalinga. Precetti da ritenere. — 1.° Non avere le mani scottanti ma piuttosto fresche ; 2.° penetrarsi bene delle dosi e dei pesi ; 3° ben iniziarsi ai gradi di calore del forno. Del sale. — Quasi tutte le manipolazioni di paste esigono un po’ di sale, persino quelle al riso, ver m icelli, tapioca, semola ecc., co’ quali confezionatisi gattafuri, bodini, soffiati. Il sale annulla quel gusto insipido che possedono le farine e le paste in generale. Degli stemperamenti. — La farina dev’essere sempre secca e passata per setaccio. Malagevole sarebbe definire esattamente la quantità di liquido necessario, sia : latte, acqua od uova, nella pigiatura della Pasta, visto che alcune farine assorbono più um idità che altre. Tocca alla persona che opera a ben ren dersi conto della qualità delle farine. Una farina macinata da un anno, purché ben conservata, (onde evi tare le nocive fermentazioni, che ne alterano profondamente la sua struttura chimica, senza che il pasticciere abbia i mezzi di verifica) è preferibile alla fresca, tanto sotto il punto di vista della bagnatura, che sotto ’1 rapporto della cottura e della bontà della pasticceria ammannita. Cottura. — Le persone che non sono fam igliari col forno, avanti di ritirare qualsiasi cosa, devono assicurarsi se la « pezza » è cotta, sia sondandola, vale a dire introducendo uu lungo ago sino al c®ntro( osservando poi, quando viene estratto, se vi sia o no traccia d’umidità, oppure appoggiando leg germente il dito sulla superficie del pastello, ed osservare che non vi rimanga impronta del dito, riprendendo, Qualora sia cotto, la sua superficie unita e liscia. Smodellamento. — Qualsiasi pasticcio dev’essere sformato un minuto dopo l’uscita dal forno, sia su d’una griglia in ferro zincato, o su graticcio di vim ini ; così si eviterà il rammollimento della * pezza ». B rinatura degli utensili. — La burratura degli stampi, placche e fortiere deve sempre farsi con un Pennello intriso leggermente nel burro chiarificato, il che vuol dire tirato al chiaro facendolo scaldare fino a che non crepiti più. I cartoncini, i fogli di carta spessi (da registro) non si bnrrano. Foderatura degli stampini. — Il termine foneer uno stampo, designa l’operazione che consisto nel guarnire SH stampi dopo averli buvrati ; v i sono molti pasticci che esigono la foderatura, tali sono : i timballi, ruoti o padelle per torte, platine, fortiere, stampini per tortelette, stampini per babà, egualmente desi gna ti : per darìole. Inquanto ai grandi stampi : si appiattisce col matterello la quantità necessaria di pasta, abbastanza 8Pessa ; si pone un po’ di farina al centro; si piega in due raccogliendo leggermente i contorni; si dànno “ 0 3 colpi di matterello, e ciò forma una tasca che la s’introduce nello stampo, facendola aderire, poco a Poco, con un tampone di pasta, cominciando dal centro, al fondo, e rimontando, gradatamente, lungo le Pareti fino all’orlo ; in tal guisa si evitano le bolle d’aria ; anzi, per misura di precauzione, si pungerà lu a e là la pasta colla punta del coltellino. Per i piccoli stampi, si opera in due maniere differenti ; sia foderandoli tu tti alla volta con un largo doglio di pasta delle spessore voluto, ed appoggiandolo col tampone di pasta, oppure ritagliando questo medesimo foglio col taglia pasto, unito o scannellato, un po’ più grande del diametro degli stampi. Per foderare i piccoli timballi , si taglia il foglio di pasta nel medesimo modo ; poi si serve sia del rullo da pasticceria, sia di un’altro strumento di diametro minore, e si finiscono conio i precedenti.
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