Cuoco piemontese - 1766 copia
178 t Capìtolo Vili. di lauro, timo , bafilicò , alquanto di fale, e pepe rotto ; fateli cuocere un* ora a lento fuoco, non lanciandoli bol l ire, poi lavate i Pol lal lri , mettendo nella falla alquanto di butirro con un pugno di farina, che farete unire al fuoco; prendete il piatto, che do– vete fervire, mettetevi una parte di quella falfa nel fondo , e fopra la falfa un piccolo pugno di formaggio di Savoja rafchiato , mettendovi fopra i Po l laf t r i, e fopra di edi verfate il rcllo della falfa , fopramettendovi altrettanto formaggio , come avete meflb fotto, mettete il piatto a piccol fuoco, con un coperchio di tortiera carico di fuoco per di fopra, lafciandolo finché i Pollaftri fìano coloriti , e non vi fia più falfa , allora fer– viteli caldi; fe il formaggio fofte molto fa- lato non mettetene nelia cottura de' Po l– laftri . Pollajìri allaferpentaria, detta eftragon. \ Fate imbianchire per mezzo quarto d'ora un buon pugno di foglie di ferpentaria, r i– tiratele air acqua frefca , premetele , e ta– gliatele fine ; pelate , ed abòruftolite due Pol laf tri, votateli , tagliate i fegati, e m l- fchiateli con un pezzo di but irro, un quar– to di ferpentaria tagliato, fale, e pepe rot– to ; mettete quefta piccola farfa nel corpo de' Pollaftri , che aggtuftarete con le loro lampe in una caflferuola, per farli rifare in butirro, o graffo, aggiugnerevi una fetta di lardo fu lo ftomaco , e fateli cuocere allo fpiedo inviluppati in carta ; quando faran– no cotti , mettete P avanzo della ferpenta– ria in una cafieruoia con due fegati, un poca
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