Cuoco piemontese - 1766 copia
194 Capitolo Vili. Ale alla fainte Menehoul t. Fatele cuocere con un bicchier di brodo, mezzo bicchier di viti bianco , un mazzet– to guernito, (ale, e pepe rotto ; quando fa– ranno cotte a piccol fuoco , attaccate tutta la falfa alle ale,quali ghiacciandole; lancia– tele raffreddare , indi immergetele in a l– quanto d'olio per coprirle con pane gratta– to ; bagnatele pure con olio , e fatele co– lorire alia graticola ; fervitele fenza falfa , oppure con una falfa chiara condita di buon gufto • Le fteffe ale poffonò farli friggere , non immergendole però prima in olio , ma in uova sbattute, indi coperte di pane grattu– giato fatele friggere } fi può fare lo fteffo con ale , che fiano già fiate fervi te • Bel Pollajìro Pintadeau, e della Pintade . come la Polìaftra novella. Il Pintadeaupie-' catelo, e fatelo cuocere allo fpiedo per un piatto di arrofto come il Fagiano. Della Polìaftra ^ e delCappme y come fi debba aggiuftare. La Polìaftra fi ferve altresì per un piatto cTarrofto, come abbiamo detto dei Pollaftri graffi ; nel tempo del crefeione metteteglie– ne tutto all' intorno, condite con fale , ed aceto ^ i fegati groffi delle Pollaftre , Cap– poni , Pol li d' India , e groffi Pollaftri fi rgetrono in vari intingoli , e fervonfi per trameffo particolare ; fateli cuocere allo fpie– do inviluppati in lardo tagliato io fette, co La Polìaftra Pintad lufta per entrée pren-
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