Cuoco piemontese - 1766 copia
Del Pollame. 209 Ocaalla daube. Prendali per T ordinario un 5 Oca non tan– to tenera come per mettere allo fpiedo, vo– tata aggiuntateli le zampe nel corpo , indi fatela rifare al fuoco , piccandola da per tutto con lardo condito unito con prezze– molo , cipollette , mezzo baccello d'aglio , una foglia di lauro , timo , hafiiicò in pol– vere , fale , pepe rotto, alquanto ci noce mofcada rafchiata, legatela , e fatela cuoce– re in una pentola proporzionata con due bicchieri di acqua, altrettanto vin bianco , mezzo bicchiere d' acquavita , un poco di fale j coprite la pentola , lafciandola cuoce– re tre o quattr'ore ; quando la falfa è cor– ta riducetela in ghiaccio,aggiuftando \z dau– be nei fuo piatto ; quando farà quali fred– da verfate la falla fopra, ed afpettate a fer- vire per trameffo freddo quando la falfa ila affatto gelata. Come debbanfi a^gtujìare le Oche per vanjervare. Perchè le ale, e cofcied'Oca fi confervi- no lungo tempo, prendete delle Oche quan– te ne baftino, pelatele , abbrultolitele , vo– tatele , e mettetele allo fpiedo , lafciandole finché fiano quafi cotte, mettete da parte il graffo che renderanno in cuocendo } l a- fciate raffreddare le Oche , e tagliatele in quattro , levando le cofcie , e facendo uni– re lo ftomaco alle ale, aggiuflatele ben fer– rate in una pentola di graffo, mettendo fo– pra di ciafcun fuolo tre ^ o quatro foglie di lauro con fale j fate liquefare i l graffo deli' Oca
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