Cuoco piemontese - 1766 copia

248 Capìtolo X . Romèo , e Barbile in graffo , ed in ma pro . Se volete farli cuocere come f i fervono di magro faranno pi ù a l naturale, e v i co – neranno meno. Mettete loro fopra differenti falfe graffe* come faifa d i tartufi! , d i oftriche ; falla d i animelle d i Vitel lo , 0 piccoli uovi ; falla alla'Spagnuola, faifa triturata, faifa al vino di Sciampagna, o d intingolo d i creile. Se volete farli cuocere i n magro , fate una falamoja così : mettete i n una caffè ruc– ia u n buon pugno d i fa! e, una pinta d'ac– qua, aglio,radici, cipollo, ogni forta d'erbe fine , prezzemolo , cipollette , e garoffani ; fate» bollire tutto infierne a lento fuoco pe r mezz ' ora, lanciatela indi ripofare, e ridurre al chiaro , palíatela alla ffamigna , aggiu- gnendovi pofcia i l doppio di latte ; fate cuo– cere dentro i l Pefce a piccoliifimo fuoco . Ogni forta d i court bcüUlon bianco pe r i l Pefce f i fa nella fteifa maniera , Rombo , e Barbue in graffo. Mettete ne l piatto una buona fetta di V i– t e l l o, fale, e pepe co n i l "Rombo, un maz– zetto guemito d ' ogni forta d ' erbe fine, e copritelo d'ogni parte pure co n erbe fine, fatelo afeiugare a lento fuoco, aggiugnendo pofcia un biccnieredi v ino; quando è cotto, fervitelo co n diverfe falle grafie, od intin– goli . Se volete fervido a l naturale, aggiufiateb nel piatto ch e dovete fervire co n l a cattura fal lata alla ftapigna , e dilgraífata infierne coa

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