Cuoco piemontese - 1766 copia
l ?o ^ Capìtolo XV/. li fate gi à fi fa etter indifpenfabile. I I pe – pe no n è gi à così neceiiano. I l lalnitro fer– ve a fa r de l ghiaccio ; fi mefchia co n du e terzi d i ghiaccio pe r fa r agghiacciare le cre– me, o d i liquori ch e fi filma necelfario. La noce mofcada, i garoffani , i l zenze– r o, i l pepe fino, i l fior d i mofcata,la can– nella, e il coriandro per condire gii int ingol i. Se ne fa delie Spezie mifchiate, metten– done d i ciafcuna l a dofe ch e gl i è conve– niente ; m a fenza prenderli ta l incomodo fe ne trova delle fatte da'Droghieri. Quefie Spezie mille fono eccellenti pe r ogni forta d i pafticcj , e trameiìi d i carne fredda. Il Ginepro no n ferve ch e pe r le carni da metterli ne l fale ; m a bifogna metterne po – co pe r falar .la pezza d i Bue % pe r i l giam– bone . Il Zafferano i n Cucina v i h a ch i V uf a folo pe r i l pane benedetto d i Campagna. La Senapa fi ferve vicino alla carne d i Bue a l pranzo, ed a fare delle falfe robert, e ramo lata . Li Pifiacchi fervono pe r le creme, perla galantina,ed a fa r degli intingoli particolari. Le Amandole dolci, ed amare fervono a fare de ' bifcottini d ' amandole , delle pa – rte , d i marzapani, ed entrano i n varie cre– me. Servono anche a fare delle orzate, co – me quivi appretto fi dirà. L' Aceto rotto , e bianco , i l Ci trone, e la Melarancia brufca fervono a da r rilievi agli intingol i, e falfe, come è be n fpiegato in ciafcun articolo ov ' è d i bifogno. Il buon Ol io ferve pe r ogni forta d ' i n - fala-
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