Cuoco piemontese - 1766 copia

Capitolo XIV. mettendo nofcia in elfo del v i n o y come fo- pra fi è detto, e con tal mezzo, voi avrete femore del l 'Aceto. Il vino piti.proprio£>e& far PAceto è quello che fi cava vicina aU la feccia, quale è forte % ed acido fenzavJver fiori; allorché l 'Aceto riorr fede ahbailanZa colorito , vi aggiugnerete un poco di. J'jugo di more falvatiche ben mature. C L' Aceto bianco fi fa col rodo ; per faplo- metterete al fuoco dieci pinte di Aceto, e* fatelo bollire finche fiano ridotte ad otto pinte , indi fatelo difiillare in un aiembico fecondo la quantità che ne vorrete. Per far l'Aceto rofato fate feccare due giorni al fole un'oncia di rofe mufcate, che met– terete in una pinta d'Aceto , quale pofcia efporrete al fole per quindeci giorni in un' ampolla bene otturata ; quello di ferpenta- ria , di fior di garoffani, e di fambuco fi fa nello ileffo modo: per quello poi di fior di cedro vi fi mette la foglia fenza edere f ic– cata: quello d'aglio per ogni oncia vi bifo- gna quattro pinte d' Aceto bianco , dodici garoffani , ed una noce mofcada tagliata in pezzetti. Aceto di Primavera. Prendete nella Primavera verfo il mefe di Giugno di ogni forti di piccole erbe, co– me crefcione , pimpinella, cerefoglio,e fer- pentaria, facendole feccare al iole ; fecche che faranno mettetele in un vafo della gran– dezza di fei pinte, con dieci baccelli d'aglio, altrettante cipolline , fei cipolle , un pugil- lo di fenapa , venti garoffani , mezz' ot– tavo di mace , un ottavo di pepe lungo, un

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