Cuoco piemontese - 1766 copia

344 Capìtolo XV. farne cinque tazze , lanciandolo bollire un momento , e panatelo alla ftamigna. Se volete fare una Crema di lerpentaria, prendetene due branchi, che fai^je bollire un mezzo quarto d'ora neh* acqua , poi fatelo bollir nella Crema y bifogna lanciarlo fola- mente tanto tempo quanto bafterà per dar– gli gufto , e ritirarlo fubito per timore che il gufto non dpmini : farete quella del prez– zemolo, e de'fcelleri nella fteffa maniera. La Crema eííendo pailita alla ftamigaa D {tempratevi cinque rolli d'uova con 43:1 pu- gillo di farina , e fatela cuocere al bagno maria come quella del caffè ; fe volete fer- virle fredde non vi mettete nè uova , nè farina, dopo che fono pattate alla ftamigna, e che la Crema è tiepida (tempratevi dei coagulo , o di pelle di volatile triturata ; paifate indi alla itamigna , e mettetela nel piatto che volete fervire , i l quale mettere– te fopra un poco di cenere calda, coprendo- Io con un coperchio, con fopra alquanto di cenere calda ; lafciatelo finché la Crema fia confuiente, poi mettetela al freddo finché vo– gliate fervirla Crema in firma di fiocca. Fate bollire.un b occale di latte , ed al– trettanto di fior di latte con tre oncie di zuccaro finché fia ridotto a metà ; levatelo dal fuoco ; quando farà tepido fatelo rap– prendere con coagulo , o colle pelli di fo– pra : quanda farà freddo prendete un boc– cale di Crema doppia che sbatterete , ed a abiura che eifa fa di fchiurna levatela col– la

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