Cuoco piemontese - 1766 copia

Della Pajikcierìa. 353 fervìrvene acciò la pafta abbia tempo di r in– venire . Con quefta pafta farete ogni forta di T i m- baie per entrée , come carne di Beccheria , Foli ame% Uccellame* e Pe l e i. Le t or t ec i^ voi potete fare in differenti maniere in Po l– lame, fono d'una Pollaftra tagliata in quat– tro, de'piccoli Piccioni i nt i er i, o tagliati in due quando fono grotti , delle ali di Pol i d' India . Prendete ciò che giudi care te a propolito , ed immergetelo n-ell' acqua bol– lente , ritirandolo fubito per piumato nell' acqua frefea, proccurando di piumarlo bene : prendete la tortiera per mettervi un pezzo di patta della fpeftezza d' uno feudo , che avrete diftefa , fopra di cui vi metterete la carne che avrete preparata con fale , e pe– pe , mettendovi del butirro in tutti i luo– ghi vati ; coprite con fette di lardo la car– ne, coprendola con altrettanta pafta quanta ne avete metto di fotto : bagnate con ac– qua , incolando le due parti che dovranno toccarfi infieme premendole bene all' intor– no y fatevi poi col pollice un bordo tutto al l' intorno, e prendete un uovo , sbatten– dolo bene , indi con tana piuma bagnata in etto fregate tutto il di fopra della torta ; fatela cuocere al forno per tre ore ; un quarto d* ora dopo che la torta Ila al for– no bifogna cavarla per farle un buco nel mezzo acciò poffa ufeire i l fumo , il quale le darebbe cattivo odore fe non fi ufatte quefta precauzione ; rimettetela poi nel for– no per finirla di far cuocere , quando farà cotta levatevi il difopra, tagliandola a l l ' i n– torno vicino al bordo ; levatele i l graffo che è nel-

RkJQdWJsaXNoZXIy ODkxNTE=