Cuoco piemontese - 1766 copia
424 . Capìtch XXlV. de, lafciandolo nella ftefs' acqua, finche fia affatto fredda , levatelo pofcia per pafiario alla fiamigna, e cavarne i l più di Marme l– lata che potrete,premendol fortemente con un cucchiaio, rpettete pofcia quefia Ma r– mellata in una pentola per farla diffeccare fui fuoco finché retti confidente. Sopra cia- icuna libbra farete cuocere altrettanto di zuccaro in eonfiftenza della grande piuma pag. 332. , mettendovi la Marmellata per temprarla bene col zuccaro,rimettetela po– fcia fui fuoco folo per farla fcaldare, r ivo l– gendola fempre finché vedrete che fia vi c i– na a bollire, allora mettetelafubitone'vafi• Marmellata di AgreJÌ* alla Cittadina. Prendete la quantità è? Àgrefb che vor– rete , il quale non fia affatto maturo : leva– tegli il grappo mettendolo nell'acqua che fia vicina a bollire: allorché comincia PAgre- §to ad impallidire , e che fi è alzato fopra dell' acqua gettatevi un poco d' acqua fre- fca , e ledatelo dal fuoco, coprendolo fin– ché fia divenuto verde , e lanciandolo nella ftefs'acqua,che farete fcaldare finché diven- ghi verde abbaftanza : dopo lafciateio bea {gocciolare, indi paffatelo per una ffamigna, premendolo fòrtemente con un cucchiajo di legno; pofcia fecondo il pefo della Marme l– lata mettete altrettanto zuccaro fino nella pentola, facendo bollire tutto infieme finché immergendovi un dito nella Marmellata , «ad appoggiandolo contro un altro fi attac– chino infieme, fenza però troppa refifienza; indk mettetela dentro de' vafi , dopo che fi fera g u a n to raffreddata • Gela*
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