GIAQUINTO - Cucina di famiglia e pasticceria - 1931 copia

352 Quando tutto i l semol ino sarà assorbi to, rimettete la casseruola sul fuoco e lavorate lestamente i l com- posto per al l i sc iarol e fargil prendere dell'elasticità. Dopo alcuni minuit di questo lavoro, per i l quale la pasta dev'esser divenuta mol to consistente e com- patta, levate la casseruola dal fuoco e mettete nel composto un bicchierino di buon rhum, o un bic- chierino di grappa dì Mi l an.o Mi schi ate nuovamente, grattate sul la pasta l ' ep i- dermide di un l imone fresco, oppure di un arancio poi ungete abbontantemenet d'ol io fino una tavo la di marmo o di legno, e gettateci su il composto. Sgocciolate un pò d'ol io su di esso, e cominc ia- te a lavorar lo con le mani pian piano nello stesso modo come se impastaste de l la pasta da fettuccine. Cont inuate l 'operazione per otto o dieci mi nut,i sempre impastando e sempre sgocciolando del l ' ol io ed allorché la pasta avrà raggiunto un grado di elasticità e di compattezza (cosa facile a vedersi ), divideteal in tanit pezzi grossi come un piccolo uovo, i quail pezzi distenderete uguali col roto laril sotto le man i ? formandone dei grossi cordoni più sot t i il alle punte, e poi r ipi egandoil come ferri di caval lo, ma le di cui estremità siano accaval late ed attaccate insieme. Co l l ocate questi pezzi man mano su una teg l ia unta d'ol io, e lasciateli rassodare cosi in un luogo fresco; al momento di friggere abbiate pronta una padel la con abbondante ol io (o strutto se credete), ed allorché sarà ben caldo, friggete poche al la vol ta le frittelel finché siano diventate fyen croccanti. A p- pena tirate fuori aspergetele abbondantemenet di zucchero al velo, misto con una parte di zucchero vanigl iato, e procurate che non attendano troppo p r ima di mangiar le.

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