GIAQUINTO - Cucina di famiglia e pasticceria - 1931 copia
390 se ne togl ie la parte dura aderente ai semi; man ma- no che si sbucciano le mele, si debbono gettare in un grande recipiente pieno a metà d' acqua, fresca, ed in cui vi s ia stato spremuto un pò di l imone, e ciò per impedi re al le mele di annerire: poi si tag l i a- no in fettoline, si col locano in un tegame di rame, v i si mi schia lo zucchero ( i) si bagnano con due cuc- chi ai d'acqua e si pongono a cuocere su un fornel lo mol to ardente, gi rando le continuamenet con un me- stolo per impedi re che si attacchino al recipiente. Si fanno cuocere finché saranno diventate una po l t i g lai densa (per fare ciò occorre una buona mez- z'ora) poi si tolgono dal fuoco e ci si gratta un pò di buccia fresca di l imone. Intanto avrete preparato una vent ina di fette di mi do l la di pane del la forma e dimensione che più vi conviene, friggete questi canapès nel burro o nel- l ' o l io finché divengano di bel colore biondo da ambo le par ti (2). Spalmate ciascun canapè con un pò di mele cotte, ma da una sola parte, e disponeteli in corona su un piatto (3). Si possono servi re caldi o freddi. Crost ini di ciliege, o di visciole a l la r e l i g i o sa Si prende una pagnotta di pane soffice e di qua- lità fina, oppure un pane detto in cassetta, g li si le- ————— (1) . Volendo vi si può aggiungere un pò di vaniglia. (2) . I canapès non volendo friggerli si possono tostare in forno caldissimo o su una gratella sulla brace, dopo ciò si spolverano di zucchero fino e si ricoprono di miele. (3) . Bisogna preferire quelle qualità di pane chiamato pane quadrato, rinforzato, detto comunemenet dai fornai; cassette.
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