LATINI - SCALCO ALLA MODERNA - 1692-1694 copia

Di Antonio Latini . Par* I* 35 grunge a tal fcgno la loro oftinationc, che lo diipreg- giano, e deridono, come già priuodel credito , e gra- tia del proprio Principe 5 così da quefto non deriva in fine altro, che l'impontuale fervigio del medefimo , e fi va pregiudicando alla fama dello Scalco, ò degli al- tri, quali fono pofeia inhabili al tutto, per la mancan- za del rifpctto ad effì dovuto; onde fé il Prencipe terrà per fofpctto qualche fuo Ufficiale, cerchi d'informar- fi da Pcrfone non domeftiche, de'di lui co/turni, qua- lità, e vita; indi trovatolo reo di qualche colpa, lo ri- muova dal fuo fervigio ; ma in guifa tale, che i fami- gliari, e malevoli di elio, non s'accorgano punto , cf- fer ciò effetto delle loro malvagità ; perche è certo, che fempre viene odiato nella Corte lo Scalco, ò quai- fi vogl'altro Ufficiale, che habbia ivi qualche forte di comando. Sia fempre intento al pontual fervigio, e__ fparagno del fuo Signore ; che fé ogni Miniftro cercarle fblo di dar fodibfatione al genio ingordo della famiglia, è certo ch'oprarebbe folo, in danno del fuo Padrone. In molte Corti fuol coftumarfì, che lo Scal- co faccia anco da Maefho di Câù , nel quale flato vie- ne ad cfìer à lui foggetta, tutta la Corte, in cui fé tro- varle qualche famiglio, non dotato della fìncerità , e_ fedeltà dovuta , deve avvertirlo fraternamente , ma quando trafeurafìe l'emenda, deve avvifarne il Padro- ne , non potendo à meno j, il quale accertato dell'inte- grità del Miniftro, deve havcrcli fede, infermando V ifpcricnza, che molti Servi, in prcfenia del lor Padro- E ne

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